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Cerchi il punto G?

giornaleVuoi essere più persuasivo? Carismatico? Seducente?

Inizia a pensare a come di solito comunichi con gli altri.
Immagina di stare a parlare con un tuo amico che sembra guardarti con attenzione e si dondola ritmicamente su una sedia, come ti senti?

Ascoltato?
Non credo.

L’esser attenti richiede una postura che faciliti il coinvolgimento, un uso corretto del linguaggio del corpo, un buon contatto visivo, un ambiente che distragga il meno possibile.

Molto viene trasmesso dal modo in cui siamo seduti rispetto a chi parla: ad esempio, se ci troviamo faccia a faccia con il nostro interlocutore, daremo l’idea di essere più interessati piuttosto che trovarci a parlare di profilo.

Dimostreremo di essere più attenti se inclinati leggermente in avanti piuttosto che indietro, o se le mani e le braccia saranno aperte, piuttosto che intrecciate sul corpo. Continue reading

Più elaborata è la comunicazione, meno comunichiamo

Fare una buona prima impressione è fondamentale in qualsiasi rapporto umano, ma non è tutto.

Il difficile inizia proprio ora, perchè il mantenere una buona impressione,  non sempre è un compito facile. Non è facile neanche riuscire a comunicare tutto ciò che vogliamo trasmettere al nostro pubblico.

Se siamo degli insegnanti e dobbiamo  trasferire le nostre conoscenze tecniche/teoriche ai nostri allievi, possiamo trovare delle difficoltà se non accompagniamo delle immagini alle nostre parole, perchè la sola informazione verbale, se non suscita una qualche emozione, tende ad esser dimenticata subito.

Immaginiamo di essere riusciti a far breccia nel nostro interlocutore, abbiamo in qualche modo suscitato una splendida prima impressione, avvalorata anche da una stretta di mano di tipo paritaria.
Ora entrano in gioco anche le parole, o meglio, entra in gioco anche il paraverbale e il non-verbale.

Conoscere quindi come lavora il linguaggio del corpo, diventa uno strumento indispensabile. Continue reading

Gesti di dominanza: La mano sulla spalla

Quante volte subiamo, o al contrario, siamo noi stessi a porre la mano sulla spalla di qualcuno?
Ci fermiamo mai a capire cosa significa tale gesto?

Chi ha già frequentato con me il corso sul linguaggio del corpo, sà il significato nascosto dietro questo gesto e le varie varianti che ne derivano.

Un articolo su un blog è un pò limitante per parlare di questo argomento, ma con l’aiuto di foto e video, cercherò di spiegarlo in modo semplice.

A quanti di voi hanno visto l’incontro tra Obama e Raul Castro, forse non è sfuggito un gesto abbastanza goffo tra i due.

Durante la fase finale del discorso Obama cerca di mettere la mano sulla spalla a Castro e questo glielo impedisce, alzandogli il braccio.
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Il mio nuovo libro “Perchè mi tradisci” – Edizioni Psiconline

 

E’ finalmente disponibile in tutte le librerie in Italia, il mio nuovo libro

“Perchè mi tradisci” – Edizioni Psiconline

Abstract:

Il libro “Perché mi Tradisci” di Fabio Pandiscia e Antonio Meridda si propone di spiegare, in modo chiaro e approfondito, le dinamiche della coppia e i motivi per cui oggi, come 3.000 anni fa, il tradimento è tanto diffuso.

Tutti temiamo di essere vittima del peggiore dei tradimenti: quello sentimentale.

Per quanto sia punito e odiato chi lo commette, da sempre e ovunque esistono i traditori. Peggio ancora: tutti abbiamo tradito o siamo stati traditi.

Fa parte del nostro DNA oppure è un modalità di azione acquisita? Ed esiste un modo per evitarlo?

 

Autori: Fabio Pandiscia – Antonio Meridda
Collana: Vita di Coppia
Editore: Psiconline Edizioni
Formato: Pag. 184, formato 15×21 cm, rilegato in brossura

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Comunicazione. Terminologie attivanti e tecniche ipnotiche

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Quando dobbiamo parlare con un paziente o un cliente, esiste un modo per rafforzare le immagini che andremo a creare nella sua mente?

Certo che si!

Possiamo rafforzare le immagini che si vanno a formare nella mente dei nostri interlocutori, o anche nella nostra mente, con l’uso di una terminologia specifica, la quale renderà la nostra comunicazione molto più persuasiva.

Quando parliamo di comunicazione persuasiva intendiamo un tipo di comunicazione tesa ad avere un certo
impatto sull’interlocutore: in questo senso la pubblicità stessa può essere un valido esempio di
comunicazione persuasiva.

Alcuni aspetti di questo tipo di comunicazione si basano su terminologie denominate “attivanti”,
del tipo “Ora che state leggendo queste parole, potete provare interesse per quello che stiamo dicendo”.

In questo modo, inserendo nelle frasi delle istruzioni di processo (provare interesse), suggerisco uno
stato d’animo in chi legge.

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L’abito fa il monaco?

 

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Come diceva Manuel Fantoni nel film Borotalco, “l’abito fa il monaco!”.
Aveva ragione?
Anche se ci spiace ammetterlo, la risposta è sì!

Ci sono montagne di ricerche su questo fatto, e tutte concordano che valutiamo gli altri dalla prima impressione.

Questa cosa può sembrare (e per un certo verso lo è) superficiale, ma immaginate ancora una volta di vivere in una landa desolata e pericolosa, dove le risorse sono scarse e si lotta per ottenerle. Continue reading

Come sviluppare il nostro focus mentale

Per poter raggiungere i nostri obiettivi è fondamentale sapere che la focalizzazione sul risultato permetterà al nostro cervello di attingere costantemente al potenziale che abbiamo a nostra disposizione.

Se è la prima volta che leggi questo blog puoi approfondire quanto abbiamo già detto sul potenziale umano andando a leggere qualche vecchio post oppure vai ad ascoltare il podcast sull’argomento - clicca qui per ascoltare il podcast sul potenziale umano –

Molto spesso ci illudiamo di agire, esistono persone che dicono a loro stesse frasi del tipo: «Sono molto impegnato oggi, quindi faccio progressi», oppure «Nessuno apprezza quanto realmente faccio», «Ho talmente tanto da fare che non posso fermarmi».

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Metamodello seconda parte. Gli operatori modali

 

Nel post precedente abbiamo esaminato i quantificatori universali,ora prenderemo in considerazione gli operatori modali, che suddivideremo in operatori modali di necessità e di possibilità.Iniziamo con il dire che tra gli operatori modali di possibilità troviamo tutte quelle risposte che comprendono termini come “non posso”.

Ad esempio, immaginiamo di parlare con un nostro amico che ci dice “Non posso svolgere questo lavoro”, oppure “È impossibile questa situazione, non posso…”.

Sappiamo di non dover replicare con un “perché”, ma cercare di spostare il focus mentale del nostro amico sulla soluzione del problema, quindi la frase che useremo sarà “Cosa ti impedisce di..”, “Chi ti impedisce di…”.

Tra gli operatori modali di necessità rientrano le frasi che contengono il termine “devo”, ad esempio:

Devo assolutamente fare quella cosa..
È necessario che la faccia, a tutti i costi

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Metamodello parte prima. La generalizzazione in PNL

 

Se mi segui da un pò di tempo su questo blog, o sul mio blog aziendale formaementis, sai già che qualsiasi cosa la nostra mente è costretta ad elaborare, costa fatica.

Il lavoro, che sia cerebrale o fisico, non piace a nessuno, neanche al nostro cervello.

Sappiamo che la mente trova più facile lavorare tramite immagini e, attuando questo procedimento, semplifica notevolmente le cose, semplifica la nostra vita, ma non è il solo metodo che usa per agevolarci e farci vivere meglio.

Quante volte la nostra mente ci aiuta – per lo più in modo inconscio – tutti i giorni?

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Sai tenere la giusta distanza quando comunichi?

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Sai che ognuno di noi ha un proprio spazio personale privato?
E che questo spazio è come una grossa bolla che ci circonda?
Gli scienziati definiscono la gestione di tale spazio con il nome di prossemica, scienza che si occupa di capire quanto misurano e come funzionano tali spazi.

All’interno della nostra “bolla” ci sentiamo a nostro agio, e percepiamo chi viene da fuori come un intruso, che possiamo o meno accogliere.

Non tutti infatti sono i benvenuti, e non tutti nella stessa misura.

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