Esci dalle tue illusioni

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Esci dalle tue illusioni: Come trasformare il tuo Atteggiamento Mentale

Oggi voglio condividere con te una storia tratta dal mio libro “Perché succede tutto a me?” — un invito a riconsiderare un elemento cruciale: il tuo atteggiamento mentale.

Il primo capitolo del libro si intitola proprio: “Esci dalle tue illusioni”. Perché spesso, senza accorgercene, creiamo noi stessi le trappole che ci bloccano.

Iniziamo.

Silvia: prigioniera delle sue stesse parole

È una mattina di giugno. Suona la sveglia. Silvia allunga la mano, sbuffa e pensa: “Oh no! Già le sette…” Non ha chiuso occhio. L’ansia per l’esame di neurofisiologia la divora da giorni. Nella sua testa risuonano frasi come: “Stavolta non devo prendere un brutto voto”, “Stavolta non devo fare scena muta”, “Stavolta non mi farò prendere dall’ansia”.

Silvia ha studiato. Si sente preparata. Eppure… Durante il tragitto, il corpo le manda segnali chiari: mani fredde e sudate, tachicardia, nausea. All’ingresso dell’università, si convince di avere la febbre. Quando il professore le chiede: “Ci parli del sistema limbico…” — la stessa domanda dell’esame precedente — Silvia apre la bocca… ma non esce alcun suono. Pallida, esce di corsa dall’aula. Senza una parola.

Marco: fiducia, immagini, fisiologia

Nella stessa mattina, Marco spegne la sveglia con un sorriso. Ha dormito bene dopo giorni di studio intenso. Non è perfetto, ma si sente fiducioso. Nella sua mente risuonano pensieri diversi: “Mi sta andando bene in questo periodo”, “Sto facendo del mio meglio”, “Anche se andasse male, non sarebbe la fine del mondo”.

Prima di uscire, si guarda allo specchio: petto in fuori, spalle rilassate, respiro profondo. Prende la sua “penna fortunata” e va a prendere un caffè. In aula, alla stessa domanda su quel sistema limbico… risponde con calma, chiarezza e sicurezza.

“Le parole che pronunci con convinzione emotiva diventano la vita che vivi, il paradiso oppure il tuo inferno.”
— Anthony Robbins

Cosa separa Silvia da Marco?

Non il livello di preparazione. Ma il dialogo interiore. Silvia usa continuamente la parola “non”. Eppure, il cervello non registra la negazione. Se ti dicessi di “non pensare a un gatto”, cosa vedresti? Esatto: un gatto. Ogni volta che Silvia dice “non devo bloccarmi”, la sua mente visualizza sé stessa bloccata.

Qui entra in gioco il nostro focus mentale: ciò su cui ci concentriamo, anche negandolo, diventa la nostra realtà operativa.

Le illusioni negative e la fisiologia

Le frasi come “non voglio fare brutta figura” sembrano protettive, ma creano profezie che si autoavverano. Marco, al contrario, attinge a credenze potenzianti. Ma c’è un altro segreto: il corpo non mente.

Silvia mostra spalle curve e respiro corto; Marco ha una postura eretta. Ci chiediamo spesso se possiamo controllare la nostra comunicazione non verbale: la risposta è che cambiando la fisiologia, cambiamo l’emozione. Prova a saltare e gridare “sono tristissimo”: non funzionerà, perché manca la coerenza tra verbale e non verbale.

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“Che tu creda di farcela o di non farcela, avrai comunque ragione.”
— Henry Ford

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FAQ – Atteggiamento e Illusioni

1. Perché dire “non voglio fallire” è controproducente?

Il cervello per processare la negazione deve prima visualizzare l’immagine dell’azione (il fallimento). Questo crea un focus mentale negativo che predispone il corpo a reagire proprio come se il fallimento stesse avvenendo.

2. Come può la postura influenzare le mie decisioni?

Esiste una coerenza necessaria tra fisiologia ed emozioni. Una postura eretta e un respiro ampio segnalano al cervello uno stato di sicurezza, rendendo più facile accedere a risorse cognitive chiare e proattive.

3. È possibile cambiare una credenza limitante radicata?

Sì, mettendo in dubbio la sua utilità e sostituendola con un dialogo interiore potenziante unito a una fisiologia coerente. Il cambiamento avviene quando smettiamo di nutrire l’illusione del limite.


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