Comunicazione di Precisione
La potenza di un linguaggio di precisione
Ci sono vari modelli da usare per condurre una buona comunicazione, uno di questi è saper usare un linguaggio di precisione.
Chi ha già frequentato corsi sulla vendita sa già che “Chi domanda, conduce”; lo stesso possiamo affermare quando parliamo di comunicazione.
Come abbiamo notato negli articoli precedenti, gli argomenti legati alla comunicazione, alla vendita e alla motivazione, molto spesso sono intimamente correlati. Ad esempio, una buona vendita parte da una buona comunicazione e il saper porre le domande giuste può condurre alla conclusione del contratto.
Analogamente, nella sfera privata il porre sempre domande adeguate ci può far ottenere un particolare consenso ed essere più persuasivi. Certo occorre saperlo fare, altrimenti si rischia solo di infastidire l’altro. Vediamo come fare.
Quante volte quando siamo infastiditi dal comportamento di qualcuno, gli diciamo “Perché lo hai fatto?” oppure “Perché ti comporti in questo modo?”, o anche “Perché sei cosi testardo?”
Il solo fatto di domandare “Perché sei così testardo” innanzitutto va ad etichettare la persona come “testarda”, quindi va ad effettuare una critica sulla sua identità – cosa assolutamente da evitare -.
In un secondo momento permette alla nostra mente di trovare tutte le risposte che soddisfino il requisito secondo il quale tale persona è “testarda”.
Forse tale persona si sarà comportata come testarda in un’occasione, secondo il nostro punto di vista, ma questo non può certo bastare per etichettarla come una persona che si comporti sempre in quel modo; e poi, il solo fatto di condurre un colloquio attaccando il nucleo, l’identità dell’altro, può far sorgere dei forti contrasti.
“C’è un dire che non è per il detto”
— Angel Frutos de Salvador
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Usciamo un attimo fuori dalla sfera lavorativa o privata e proviamo a concentrarsi sulla nostra sfera intima, alla comunicazione con noi stessi. Sappiamo che nel corso della vita parliamo con molte persone, ma qual è la persona con la quale parliamo di più in assoluto?
La risposta la conosciamo: noi stessi!
Applichiamo un modello comunicativo che implica l’uso del “perché”, alla nostra comunicazione interiore, e domandiamoci “Perché non mi riesce mai niente?”, oppure “Perché sono così sfortunato?”, “Perché mia moglie mi ha lasciato?”.
Il processo mentale che si mette in moto è questo: la nostra identità si sentirà attaccata, di conseguenza ci sarà un drastico calo dell’autostima, infine la nostra mente si metterà in moto per cercare tutte quelle risposte che permetteranno di avvalorare la domande che ci siamo fatti.
Per una domanda negativa, troveremo solo risposte negative Share on X
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Come si generano i Pensieri Negativi
Quando ci facciamo domande del genere, ci riempiamo di parole ostili, che come in un circolo vizioso andranno a caricare delle immagini mentali negative; insorgeranno quindi degli stati d’animo negativi che si rifletteranno inesorabilmente sul nostro comportamento.
Le immagini mentali
Ogni giorno noi recepiamo dall’ambiente molti stimoli, li analizziamo e poi li immagazziniamo. Ma questo processo costa energia al nostro cervello, il quale, se può risparmiare, abbiamo già visto che lo fa volentieri.
Tutto quello che percepiamo dall’esterno fa nascere in noi delle rappresentazioni mentali; esse possono essere positive o negative, per questo le persone possono vedere lo stesso bicchiere o mezzo vuoto o mezzo pieno.
Il cervello risparmia energia
Ecco perché il nostro cervello cerca sempre, se possibile, di risparmiare il suo lavoro energetico, facendo le scelte più semplici possibili.
“Il linguaggio è la più amichevole delle cose dalle quali non possiamo fuggire.” (Mason Cooley)
Quindi, se vogliamo convincere qualcuno a pensarla come noi, dobbiamo essere coscienti del fatto che per l’altro questo cambio di immagine costa energia.
Altra domanda da porci è “Se proprio dobbiamo farlo, è questo il momento giusto?”
Il nostro cervello funziona per immagini, non per parole.
La parola tende a creare delle rappresentazioni mentali e le immagini mentali suscitano sensazioni ed emozioni. Ad esempio, proviamo a NON pensare ad un gatto che fa le fusa. Cosa è successo?
Un linguaggio diverso è una diversa visione della vita - F. Fellini Share on X
Il nostro modo di farci le domande determina le risposte e sono le domande di qualità che producono risposte di qualità. Personaggi come N. Mandela, J.F. Kennedy (“Non chiederti cosa il tuo Paese possa fare per te…”) e M. L. King (“I have a dream”) hanno cambiato la storia ponendo domande straordinarie.
Cosa capiterà allora, ad una persona che parla in questo modo?
Usando frasi come “Non voglio…” creerà nella sua mente l’immagine di sé stesso che lavora con incapaci o che viene insultata. La mente non fa distinzioni tra un’esperienza vissuta intensamente col pensiero e una reale. Cambiare focus è la prima cosa da fare.
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FAQ – Linguaggio di Precisione e PNL
1. Cos’è il linguaggio di precisione nella comunicazione?
È un modello comunicativo che permette di raccogliere informazioni specifiche e orientare il focus dell’interlocutore (o il proprio) verso soluzioni concrete, evitando generalizzazioni o etichette limitanti.
2. Perché non bisogna chiedere “Perché?” in certi contesti?
La domanda “Perché” spesso spinge la mente a cercare giustificazioni o a difendere l’identità, bloccando il cambiamento. Meglio usare domande come “Come?” o “Cosa?” per orientarsi all’azione.
3. In che modo il cervello risparmia energia nella comunicazione?
Il cervello preferisce mantenere vecchie rappresentazioni mentali già consolidate. Accettare nuove idee richiede uno sforzo energetico che siamo meno disposti a fare se siamo stanchi o stressati.
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