Un po’ di chiarezza sui corsi di Linguaggio del Corpo

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Formazione e Scienza

Un po’ di chiarezza sui corsi di Linguaggio del Corpo

Il linguaggio del corpo è una materia affascinante, permette di scoprire i lati più nascosti della personalità dell’interlocutore che abbiamo davanti ed è utile per fornisci feedback in tempo reale per migliorare le nostre relazioni interpersonali, ma soprattutto ci permette di scoprire quando, una persona ci sta dicendo una bugia o una verità.

Di recente, l’interesse verso questo affascinante mondo della comunicazione non verbale è andato via via crescendo, grazie soprattutto ad alcune serie televisive sull’argomento, ma cosi come è cresciuto interesse, è cresciuta anche molta ignoranza.

Alcuni si sono improvvisati esperti, e cavalcando l’onda di questo successo hanno iniziato a fare corsi di formazione su questo tema, creando ancora più confusione sull’argomento.

Altri hanno scritto libri facendo un copia/incolla di tutto quello che c’era sull’argomento, anche in modo abbastanza superficiale, e chi ha acquistato tali libri, si è trovato tra le mani pagine e pagine di gesti, con schede allegate che descrivervano il significato di ogni singolo gesto.

Non c’è da stupirsi se la confusione e la diffidenza, oggi prevaricano, quando dobbiamo parlare di linguaggio del corpo. Iniziamo con il fare un pò di ordine.

Ogni singolo gesto, NON significa assolutamente NULLA.

Certo sarebbe meraviglioso avere una mappa del corpo con le corrispettive funzioni, purtroppo NON è così!

Il nostro corpo ha zone sensibili, zone erogene, punti fragili, giunture, ma a che risulti tutt’ora alla scienza, non esistono punti specifici che abbiano un significato emotivo preciso.

Ricerche in merito hanno ormai stabilito che un prurito crescente sia legato ad un disagio, ma questo non significa che si sta mentendo. Significa solo che siamo in presenza di una tensione emotiva. Tale tensione può sottendere un imbarazzo, per dirne una, o addirittura paura.

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Facciamo un esempio pratico

Se come me, ti rechi spesso in qualche università, noterai che molti studenti quando sono sotto esame, tendono a grattarsi o pizzicarsi spesso il viso, vuoi per timidezza, paura o tensione generale. Se tali pruriti venissero interpretati come menzogna, pensa che confusione si creerà nella testa del povero professore.

Oppure, quante volte abbiamo sentito la frase: “se il mio interlocutore ha le braccia incrociate, vuol dire che è diffidente nei miei confronti”. Anche in questo caso, per molte persone, vale l’osservazione: rilevato un gesto, attribuito un significato.

Potrebbe esser invece più interessante farsi domande del tipo:

  • forse sente freddo?
  • forse sta coprendo una macchia sulla camicia?
  • forse è comodo in quella posizione?

…ma soprattutto, cosa più importante, è farsi la domanda: ha incrociato le braccia dopo che ho detto o fatto qualcosa in particolare, o le aveva già in questo modo, addirittura prima che io iniziassi a parlare?

E questa è una domanda fondamentale da farsi, per poter ben interpretare il linguaggio del corpo dei nostri interlocutori. Tutto questo per capire che lo stesso gesto può significare qualcosa in una situazione, ma in un’altra circostanza, anche se apparentemente simile, può significare addirittura il contrario.

Le variabili sono tante

Sono molte le variabili da tenere in considerazione e nel mio prossimo libro cercherò di essere il più chiaro possibile, per riuscire a far muovere con disinvoltura chiunque, all’interno dell’affascinante mondo della comunicazione non verbale. Anche se a prima vista possono sembrare dei concetti banali, vale la pena tenerlo bene a mente!

Se esistono persone che scrivono libri sul linguaggio del corpo indicando un significato per ogni gesto, o addirittura altri che conducono dei corsi sul tema, dando queste false informazioni ai partecipanti, allora, forse, questo concetto non è così banale come può sembrare.

Capire il linguaggio del corpo è una scienza, e chi vuole parlare dell’argomento deve avere necessariamente una preparazione accademica adeguata.

Un po’ di chiarezza sui corsi di Linguaggio del Corpo

Partiamo dall’ultimo punto, la laurea. Certamente per conoscere il linguaggio del corpo, avere una laurea in psicologia o etologia, è più utile che averne una in matematica, ma non è indispensabile. E’ vivamente consigliato un percorso di studi in psicologia o in etologia, ma non è la laurea specifica su questi due temi che caratterizza un esperto.

Partiamo dall’analisi di un viso. Per riuscire ad interpretare un’emozione nel viso del nostro interlocutore, con una semplice laurea in psicologia non ci faremo nulla, perché comunque, non ci dice dove andare a guardare, né cosa andare a cercare all’interno del viso.

Fortunatamente sono lontanissimi i tempi di Cesare Lombroso. Oggi le sue teorie sono destituite di ogni fondamento: la scienza ha dimostrato che l’aspetto fisico non può da solo influire sul comportamento, il quale è determinato soprattutto dalle esperienze cognitive e soggettive dell’individuo.

La prima risposta a questa domanda la fornisce il FACS (facial action coding system), il metodo più completo di misurazione e descrizione dei comportamenti facciali. La conoscenza di tale strumento è fondamentale per chi pratica corsi sulla comunicazione non verbale, ma non basta.

Bisogna anche saper riconoscere quelle che vengono definite micro-espressioni, espressioni emozionali del volto che hanno una brevissima durata (METT, SETT, SUBX, MIX, ecc).

Se vuoi conoscere l’argomento, ti aspetto al mio prossimo

Corso Linguaggio del corpo e micro-espressioni facciali

Chiama gratis il numero verde 800 032 882

Massimo 10 persone – Rifrequenza gratuita – Attestato finale


Per approfondimenti

Prova a mentirmi

Imparare il linguaggio del corpo per capire gli altri.

Autori: Fabio Pandiscia – Antonio Meridda
Pagine 222 | Anno: 2011

Comunicare bene

La Comunicazione come Forma Mentis.

Autori: Fabio Pandiscia
Pagine 252 | Anno: 2009

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