Cerchi il punto G?

seduzione
The Silent Edge — Behavioral Analysis
SEDUZIONE E PERSUASIONE

Linguaggio del corpo: cerchi il punto G?

Hai aperto questo post perché hai letto il titolo: Cerchi il punto G? Se sei qui, è perché probabilmente vuoi capire come il linguaggio del corpo possa renderti più persuasivo, carismatico e seducente.

Allora aspetta un attimo, prima di parlare del punto G, bisogna introdurre l’argomento “comunicazione”.

Il punto G è come la felicità. Tutti ne parlano ma pochi sanno cosa sia veramente. E talora lo si trova nel posto in cui non si stava cercando. Share on X

Linguaggio del corpo e ascolto attivo

Ascoltato?
Non credo.

L’esser attenti richiede una postura che faciliti il coinvolgimento, un uso corretto del linguaggio del corpo, un buon contatto visivo, un ambiente che distragga il meno possibile.

Molto viene trasmesso dal modo in cui siamo seduti rispetto a chi parla: ad esempio, se ci troviamo faccia a faccia con il nostro interlocutore, daremo l’idea di essere più interessati piuttosto che trovarci a parlare di profilo. Dimostreremo di essere più attenti se inclinati leggermente in avanti piuttosto che indietro, o se le mani e le braccia saranno aperte, piuttosto che intrecciate sul corpo.

Oltre alla postura, è bene usare – quando la situazione lo richieda -, un atteggiamento di esortazione, ad esempio “vorresti parlare di più di quest’ultimo argomento?”. È utile usare anche incoraggiamenti di tipo non verbale come cenni della testa e/o espressioni verbali tipo “capisco”, “vai avanti”, “sì”.

Analisi del linguaggio del corpo e segnali non verbali

Fonte: Comunicare bene – ediz Psiconline – riproduzione vietata

Sai dov’è il punto G di una donna? Alla fine della parola “shopping”!

Steve Martin

Feedback e Linguaggio del corpo

Se i segnali che riceviamo (feedback non verbali) ci fanno intendere una chiusura da parte del nostro interlocutore, potremo sempre correggere il tiro e calibrare al meglio la nostra comunicazione. I segnali non verbali devono esser colti immediatamente all’interno di un colloquio, perché sono loro che ci danno le indicazioni necessarie per farci comprendere se stiamo andando verso la direzione giusta.

È inutile continuare a parlare con una persona, se questa ci mostra apertamente segni di chiusura; piuttosto, è meglio cambiare strategia se vogliamo ottenere dei risultati. La comunicazione non verbale è ormai ampiamente dimostrata ed è talmente insita nell’uomo che non può essere condizionata in nessun modo; quindi è possibile mentire con le parole, ma impossibile mentire con il corpo.

Ecco perché definisco la comunicazione non verbale come una bussola da usare in continuazione nel mare della comunicazione.

Molto spesso si crede che la persuasione si identifichi con la capacità di dare delle motivazioni logiche; in realtà, come ormai abbiamo ben capito, la parte analogica è quella che ha un peso maggiore all’interno di una comunicazione, deve quindi essere lei la componente a cui dobbiamo mirare.

Gli “atti analogici”, comprendono tutti quei gesti e segni inconsci, legati alla gestualità che, non essendo gestita in modo consapevole, avviene senza intervento della parte conscia, rivelando informazioni chiave sulle caratteristiche emotive e comportamentali dei nostri interlocutori.

“Per le donne il miglior afrodisiaco sono le parole. Il punto G è nelle loro orecchie. Chi lo cerca più in basso sta sprecando il suo tempo.”

(Isabel Allende)

Decodificare i segnali del linguaggio del corpo può esser decisivo. Ad esempio, il semplice mettere una mano contro la guancia indica interesse, ma se la mano regge la testa, vuol dire che il nostro argomento non è più attraente, il segnale è di giudizio negativo nei nostri confronti.

I segnali di gradimento nel Linguaggio del corpo

Sappiamo che l’interlocutore emette segnali non verbali – scarichi emozionali -, che servono a far diminuire la tensione. Uno scarico emozionale può essere il pianto, ma anche il riso, deglutire o schiarirsi la voce. Tra questi troviamo tutti i “pruriti”, tanto più importanti quanto più raggiungono la zona del naso.

La comunicazione analogica ci rende una testimonianza preziosa dell’inconscio. È facilmente intuibile che i dati forniti dal linguaggio non verbale sono preziosi per creare subito empatia e per comprendere i bisogni della persona, soprattutto nella vendita.

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Può darsi che l’interlocutore non esprima chiaramente dei segnali: sta a noi sollecitato fornendo stimoli. Se parlando di un prodotto noto solo un prurito sopraccigliare, ho sollecitato uno scarico di tensione; bisogna insistere per verificare se è gradimento o repulsione.

“Ricordiamoci che non esiste la non-comunicazione, di conseguenza qualsiasi stimolazione non è mai neutra.”

Come usare i segnali di gradimento?

In un colloquio, ogni segnale di gradimento indica che l’argomento è coinvolgente. Ad esempio, se un cliente esprime un “bacio analogico” (come nella foto) guardando una pubblicità di una crociera, elaboriamo una risposta adeguata: “Non vedo l’ora di organizzarmi una vacanza, mi è sempre piaciuto il mare”.

Il bacio analogico nel linguaggio del corpo

fonte: Comunicare bene – di Fabio Pandiscia

Ricordo che, durante la vendita di un pacchetto di formazione, ho notato un bacio analogico sulla parola pesca. Abbiamo parlato per due ore di tecniche di pesca, creando un’intesa tale che il contratto è stato firmato lo stesso giorno. Solo gli ultimi 15 minuti abbiamo parlato del pacchetto formativo.

Facciamo un altro esempio, poi parleremo anche del punto G.
Se pronunciando la parola “indipendenza” un cliente ha un prurito alla mano, ne deduciamo che la parola è significativa. Continuiamo a stimolare: “avere un’auto oggi rende più indipendenti…”. Se i segnali si ripetono, usiamo frasi esplicite: “Non crede che quest’auto sia un modo per marcare la propria autonomia?”.

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Andare indietro con il corpo esprime rifiuto; protrarsi in avanti indica interesse. Un altro segno di gradimento legato alle labbra è il “linguino”. Rimanendo nella zona della bocca possiamo notare il mordicchiamento delle labbra (“mi piacerebbe.. ma non posso”).

Se un anello è solo girato indica carenza d’affetto, ma se subisce un movimento “sfila/infila”, ha un significato legato alla sfera sessuale. Anche l’inserirsi un dito nell’orecchio effettuando un leggero massaggio può rappresentare il grado massimo di desiderio sessuale creato dalla situazione.

Il naso come indicatore d’interesse

Perché proprio il naso? Molti animali fiutano il cibo. L’olfatto si predispone all’“ascolto” e il sangue affluisce di più a livello nasale causando pruriti. Se la persona si gratta il naso mentre affrontiamo un discorso, nutre probabilmente un particolare interesse.

I segnali di rifiuto nel linguaggio del corpo

I segnali più comuni di rifiuto sono:

  • “Spolverar via” dai vestiti (opinione nascosta o repressa).
  • Mani sui fianchi o incrociate.
  • Gambe accavallate.
  • Spostamenti del capo all’indietro.
  • Sfregamento della punta del naso dal basso verso l’alto.

Il segreto è essere camaleonti. Se abbiamo davanti una persona con gli occhiali, siamo fortunati. Guardare da sopra gli occhiali genera emozioni negative. Se l’interlocutore si toglie definitivamente gli occhiali e li ripone, ha chiuso ogni canale comunicativo.

Imparare a mentire? L’esperimento di D. Morris

È possibile simulare? Sono celebri gli esperimenti condotti in America da D. Morris su alcune infermiere. Dovevano mentire ai pazienti filmati. Quando mentivano, i loro gesti erano molto più lenti del solito, come se cercassero di controllarli. Toccavano spesso il viso e mostravano irrequietezza sulla sedia.

Tra i gesti per mentire troviamo la mano sulla bocca: il cervello vuole bloccare l’uscita delle parole.

Ekman, Friesen e la Nuova Guinea

Famosi sono gli studi di Ekman e Friesen (scopri di più sul sito di Paul Ekman) in Nuova Guinea su soggetti primitivi privi di TV o giornali. Pur non avendo contatti con l’Occidente, riproducevano visivamente le emozioni in modo identico agli occidentali (sorpresa, paura, rabbia). Questo dimostra che le espressioni delle emozioni nel linguaggio del corpo sono innate.

La ricerca del Punto G

Ora ti starai chiedendo, ma il punto G che hai messo nel titolo, come lo trovo?

Il famoso punto G ha guidato la tua motivazione analogica a leggere tutto il post sul linguaggio del corpo. Parlare del punto G è la conferma che la valenza emotiva ha avuto la meglio sulla tua parte razionale. Vuoi essere più persuasivo? Ascolta il corpo, mostra empatia… e avrai trovato il suo punto G.

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