Tag: psicologia (Pagina 1 di 5)

Linguaggio del Corpo: Uomo-Donna

Linguaggio del Corpo: Uomo-Donna

 

L’argomento di questo post l’ho ampiamente trattato in un libro che uscito poco tempo fa dal titolo “Perchè mi tradisci” dove l’argomento centrale che ho avuto il piacere di trattare insieme al mio collega dr Meridda è stato proprio quello che si riferisce al Perché tanti uomini e tante donne tradiscono il proprio partner, e tra le ricerche che abbiamo rilevato, scrivere alcune tecniche per far in modo che ciò non accada.

Ma….uomini e donne arriveranno mai a capirsi veramente?

Sebbene tra uomini e donne ci debba essere uguaglianza, la verità è che tra i due generi esistono molte differenze, non soltanto biologiche.

Innanzitutto occupiamoci di comprendere le origini e le motivazioni della cosiddetta “guerra dei sessi”, che può riassumersi in breve proprio nel modo in cui uomini e donne concepiscono il sesso. Continua a leggere

Covid. Finirà quando smetteremo di parlarne

Covid. Finirà quando smetteremo di parlarne

Ciò su cui ci concentriamo diventa la nostra realtà.

E’ un dato di fatto,  tutto ciò che attira la nostra attenzione restringe il nostro focus mentale. Le parole che usiamo quindi, descrivono la realtà che viviamo e ci immergono in essa, trasformando cosi i nostri comportamenti.

Più parole conosciamo per descrivere una cosa, più la conosciamo meglio, in ogni dettaglio. E’ quindi ovvio che se vogliamo aumentare la qualità della nostra vita, dobbiamo iniziare a cambiare il nostro vocabolario ed usare parole di qualità.

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Tradire “online”

Tradire “online”

Ci sono delle differenze tra l’infedeltà reale e il tradimento virtuale?

E’ una domanda che sempre più persone si fanno. Possiamo dire che entrambi provocano una sofferenza reale, perchè entrambi rientrano nella definizione di: atto sleale e di infedeltà ai danni di qualcun altro.

Delineare nitidamente i confini di questo gesto, però, è assai più complicato.

In genere possiamo parlare di tradimento quando abbiamo una relazione extraconiugale nonostante l’impegno con il nostro partner, o anche quando baciamo qualcun altro. Possiamo estendere la cosa anche allo scambio di messaggi con il nostro/a ex esprimendo il volere di andare oltre al rapporto epistolare.

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Ansia e modo di camminare

Ansia e modo di camminare

In un recente studio, sembra che le persone sofferenti di ansia hanno più attività neuronale nella parte destra del cervello, inducendole a camminare in una traiettoria che tende verso sinistra.

Una ricerca guidata dal dottor Mario Weick della School of Psychology dell’Università del Kent, ha collegato per la prima volta l’attivazione dei due emisferi del cervello, con gli spostamenti laterali nelle traiettorie del cammino delle persone.

Lo studio ha cercato di capire il perché gli individui tendono a camminare in modo diseguale nello spazio.  Nello specifico, chi si sente particolarmente ansioso sarebbe più predisposto a spingersi a sinistra.

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La comunicazione non verbale. Gesti e scarichi di tensione

La comunicazione non verbale. Gesti e scarichi di tensione

I gesti che tratteremo derivano dal nostro recentissimo passato (in termini geologici) come animali.

Non siamo nati con un linguaggio ben strutturato e in un mondo il cui rischio peggiore era perdere il bus o stare in un palazzo senza campo per il cellulare.
Ci siamo evoluti in un pianeta piuttosto selvaggio e dove i riflessi e i muscoli contavano molto più del senso dell’umorismo e dell’abilità matematica.

La natura ha fornito i mammiferi dotati di un cervello molto complesso, come i primati (e quindi anche noi umani) di una zona specifica, l’amigdala, che serve proprio a poter reagire in modo più rapido e immediato possibile di fronte a una minaccia sconosciuta.

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Body Language Training – Movimenti delle palpebre

Body Language Training – Movimenti delle palpebre

Questo articolo fa parte di una piccola rubrica dedicata esclusivamente ai casi pratici sull’analisi del linguaggio del corpo e micro-espressioni facciali, il suo scopo è fare un pò di esercitazioni pratiche.

Questi esercizi fino a poco tempo fa, li condividevo via mail solo con i partecipanti ai miei corsi, per aiutarli a restare “allenati” nel riconoscimento di alcuni segnali non verbali e sul mio blog aziendale formaementis, in un’apposita rubrica.

Siete veramente in tanti a seguire la mia newsletter e ogni giorno si aggiungono altre persone, il minimo che posso fare è continuare a dare contenuti di qualità per mantenere alti gli standard.

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Gli uomini non piangono.. per questo muoiono prima!

Gli uomini non piangono.. per questo muoiono prima!

I maschi non piangono perchè sono il sesso forte, devono dimostrare virilità e questo è il loro ruolo.
Purtroppo  stereotipi del genere esistono ancora oggi, credendo che il pianto sia per lo più un’esclusiva delle donne.

Gli uomini devono avere la situazione sotto controllo. Piuttosto diventano rabbiosi o spaccano qualcosa in casa anziché scoppiare in lacrime.
Tra i mille tabù che sopravvivono in una società ancora per molti versi sessista, uno dei più duri a morire è quello che gli uomini non debbano piangere, altrimenti verrebbe interpretato come un simbolo di umiliazione e debolezza, anche se non lo è affatto.

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Il sorriso di Duchenne

Il sorriso di Duchenne

Ci sono molti tipi di sorriso, tra questi troviamo: euforia, allegria, eccitazione e divertimento. Tuttavia, la ricerca ha dimostrato che queste emozioni piacevoli sono tutte espresse sul viso allo stesso modo: dal sorriso di Duchenne.

Un sorriso di Duchenne si verifica quando gli angoli delle labbra si alzano e si muove anche il muscolo intorno agli occhi.

Spesso vedi le rughe intorno agli occhi di una persona,  questo fenomeno è descritto anche come uno “scintillio” negli occhi. Ma perchè il nome Duchenne?

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5 modi per difenderti da manipolazioni mentali e mezze verità

5 modi per difenderti da manipolazioni mentali e mezze verità

Sei appena entrato in ufficio, hai acceso il computer per dare una sbirciata veloce alla posta e…

non sai come è accaduto ma…

…sono passate 2 ore, hai letto con grande successo vagonate di articoli che poi ti sei pentito di aver letto, ed ora hai quella sensazione frustrante di aver perso solo tempo.

Quante volte ti è accaduto?

A me questa mattina!

E visto che sono una persona che NON ama perdere il suo tempo, ho pensato a cosa di utile ne potevo trarre.

Quindi, dopo qualche riflessione, qualche spoverata a vecchi libri di psicologia, ecco qui il mio nuovo post.

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