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Linguaggio del Corpo: Uomo-Donna

Linguaggio del Corpo: Uomo-Donna

 

L’argomento di questo post l’ho ampiamente trattato in un libro che uscito poco tempo fa dal titolo “Perchè mi tradisci” dove l’argomento centrale che ho avuto il piacere di trattare insieme al mio collega dr Meridda è stato proprio quello che si riferisce al Perché tanti uomini e tante donne tradiscono il proprio partner, e tra le ricerche che abbiamo rilevato, scrivere alcune tecniche per far in modo che ciò non accada.

Ma….uomini e donne arriveranno mai a capirsi veramente?

Sebbene tra uomini e donne ci debba essere uguaglianza, la verità è che tra i due generi esistono molte differenze, non soltanto biologiche.

Innanzitutto occupiamoci di comprendere le origini e le motivazioni della cosiddetta “guerra dei sessi”, che può riassumersi in breve proprio nel modo in cui uomini e donne concepiscono il sesso. Continua a leggere

Inclinare la testa facilita le interazioni sociali [Ricerca]

Inclinare la testa facilita le interazioni sociali

Oggi riporto uno studio in cui si è notato che la diversa angolazione della testa può farci concentrare maggiormente sugli occhi del nostro interlocutore, e rendere più rassicurante il contatto visivo.

Lo studio in questione ci indica come migliorare la nostra comunicazione, specie con chi è affetto da autismo.

L’essere umano è “progettato” per trarre dai volti importanti informazioni, infatti il guardare una faccia ci permette di estrarre informazioni socialmente rilevanti sulla persona, tra cui identità, genere, età, razza, espressione e direzione dello sguardo.

Però questa nostra capacità,  ha almeno due punti deboli:

  1. Siamo più inclini a soffermarci sulla parte sinistra dei volti (perché della loro analisi è per lo più incaricato l’emisfero destro del cervello)
  2. Siamo totalmente incapaci di trarre informazioni se vediamo un volto capovolto

Sull’inclinazione del viso invece, si sapeva fino ad oggi relativamente poco.

Lo studio di cui parlo è dell’Università della California a Santa Cruz, pubblicato su Perception, ed estrapola informazioni molto importanti: le angolazioni diverse della testa  potrebbero facilitare le interazioni sociali.

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Sai riconoscere le emozioni universali?

Sai riconoscere le emozioni universali?

Riconoscere le espressioni facciali in pochi decimi di secondo è possibile e scientificamente dimostrato.

Anche sul mio sito aziendale Formaementis è possibile scegliere uno dei tanti corsi online per esercitarsi al riconoscimento delle microespressioni facciali – vai al link –

Grazie alle ricerche di Ekman e Friesen basate su una ricerca interculturale, sappiamo oggi che le espressioni facciali e la loro interpretazione non cambiano da paese in paese.

Le emozioni sono stati mentali e fisiologici associati a modificazioni psicofisiologiche, a stimoli interni o esterni, naturali o appresi.

In termini evolutivi, o darwiniani, la loro principale funzione consiste nel rendere più efficace la reazione dell’individuo a situazioni in cui si rende necessaria una risposta immediata ai fini della sopravvivenza, reazione che non utilizzi cioè processi cognitivi ed elaborazione cosciente.

Le emozioni rivestono anche una funzione relazionale (comunicazione agli altri delle proprie reazioni psicofisiologiche) e una funzione autoregolativa (comprensione delle proprie modificazioni psicofisiologiche).

Si differenziano quindi dai sentimenti e dagli stati d’animo. (tratto da wikipedia)
Esistono 7 emozioni universali innate per noi tutti, sono: Continua a leggere

Sai tenere la giusta distanza quando comunichi?

Sai tenere la giusta distanza quando comunichi?

Sai che ognuno di noi ha un proprio spazio personale privato?
E che questo spazio è come una grossa bolla che ci circonda?
Gli scienziati definiscono la gestione di tale spazio con il nome di prossemica, scienza che si occupa di capire quanto misurano e come funzionano tali spazi.

All’interno della nostra “bolla” ci sentiamo a nostro agio, e percepiamo chi viene da fuori come un intruso, che possiamo o meno accogliere.

Non tutti infatti sono i benvenuti, e non tutti nella stessa misura.

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Body Language Training – Riconoscere il disprezzo

Riconoscere il disprezzo

Questo articolo fa parte di una piccola rubrica dedicata esclusivamente ai casi pratici sull’analisi del linguaggio del corpo e micro-espressioni facciali, il suo scopo è fare un pò di esercitazioni pratiche.

Questi esercizi fino a poco tempo fa, li condividevo via mail solo con i partecipanti ai miei corsi, per aiutarli a restare “allenati” nel riconoscimento di alcuni segnali non verbali e sul mio blog aziendale formaementis, in un’apposita rubrica.

Siete veramente in tanti a seguire la mia newsletter e ogni giorno si aggiungono altre persone, il minimo che posso fare è continuare a dare contenuti di qualità per mantenere alti gli standard.

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Linguaggio del corpo: Emblemi – L’uso del dito medio

Linguaggio del corpo: Emblemi – L’uso del dito medio

In questo articolo parliamo della famosa USS Pueblo (AGER-2).

Cosa significa questa sigla?

La USS Pueblo è stata una nave della United States Navy, (l’ultima foto della nave risale al 2012 ed è quella che ho messo in alto, in evidenza nel post), dapprima usata come cargo ausiliario leggero (light auxiliary cargo – AKL), poi dal 1967 per spionaggio elettronico.

Il 5 gennaio 1968 iniziò la sua prima missione come nave-spia diretta verso le coste coreane, per effettuare ricognizioni accurate sull’attività sovietica nell’area.

A bordo erano anche state installate due mitragliere ma vista da fuori sembrava un piccolo cargo disarmato.

Intercettata, tentò di fuggire dirigendosi a tutta velocità lontano dalle coste della Corea del Nord, ma l’inseguimento che durò circa due ore costrinse il Comandante Lloyd Bucher, a ordinare l’arresto immediato dei motori.

Catturata, la nave-spia venne condotta nel porto di Wonsan, mentre l’intero equipaggio fu internato in un campo di concentramento per prigionieri di guerra.

Ed è qui che per noi, è importante questa storia.

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La comunicazione non verbale. Gesti e scarichi di tensione

La comunicazione non verbale. Gesti e scarichi di tensione

I gesti che tratteremo derivano dal nostro recentissimo passato (in termini geologici) come animali.

Non siamo nati con un linguaggio ben strutturato e in un mondo il cui rischio peggiore era perdere il bus o stare in un palazzo senza campo per il cellulare.
Ci siamo evoluti in un pianeta piuttosto selvaggio e dove i riflessi e i muscoli contavano molto più del senso dell’umorismo e dell’abilità matematica.

La natura ha fornito i mammiferi dotati di un cervello molto complesso, come i primati (e quindi anche noi umani) di una zona specifica, l’amigdala, che serve proprio a poter reagire in modo più rapido e immediato possibile di fronte a una minaccia sconosciuta.

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Gli uomini non piangono.. per questo muoiono prima!

Gli uomini non piangono.. per questo muoiono prima!

I maschi non piangono perchè sono il sesso forte, devono dimostrare virilità e questo è il loro ruolo.
Purtroppo  stereotipi del genere esistono ancora oggi, credendo che il pianto sia per lo più un’esclusiva delle donne.

Gli uomini devono avere la situazione sotto controllo. Piuttosto diventano rabbiosi o spaccano qualcosa in casa anziché scoppiare in lacrime.
Tra i mille tabù che sopravvivono in una società ancora per molti versi sessista, uno dei più duri a morire è quello che gli uomini non debbano piangere, altrimenti verrebbe interpretato come un simbolo di umiliazione e debolezza, anche se non lo è affatto.

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