Tag: linguaggio del corpo (Pagina 1 di 7)

Come reagisce una persona accusata di tradimento


Come reagisce una persona accusata di tradimento

I tradimenti non piacciono a nessuno, minano la fiducia nella coppia e lasciano sempre delle ferite che non si rimarginano completamente.

A volte sentiamo frasi del tipo «Mi tradiva e non lo sapevo, non avevo avvertito nessun segno, nessun sospetto, per me è stato uno shock».

Non può essere.

Forse siamo troppo presi da impegni quotidiani, forse non ascoltiamo abbastanza le persone a noi vicine, i loro bisogni, forse siamo troppo concentrati sui figli o su noi stessi,  l’unica cosa certa è che un tradimento non arriva mai all’improvviso!

I segnali di infedeltà sono sempre forti e chiari, solo che all’inizio si evitano di cogliere,  vogliamo non vedere, preferiamo rimuovere tali dubbi, ma alla fine arriva il conto.

Facile dire col senno di poi, in effetti… quella volta …. un certo dubbio mi era sorto…

Troppo tardi!

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Linguaggio del Corpo: Uomo-Donna

Linguaggio del Corpo: Uomo-Donna

 


L’argomento di questo post l’ho ampiamente trattato in un libro che uscito poco tempo fa dal titolo “Perchè mi tradisci” dove l’argomento centrale che ho avuto il piacere di trattare insieme al mio collega dr Meridda è stato proprio quello che si riferisce al Perché tanti uomini e tante donne tradiscono il proprio partner, e tra le ricerche che abbiamo rilevato, scrivere alcune tecniche per far in modo che ciò non accada.

Ma….uomini e donne arriveranno mai a capirsi veramente?

Sebbene tra i due sessi ci debba essere uguaglianza, la verità è che tra i due generi esistono molte differenze, non soltanto biologiche.

Innanzitutto occupiamoci di comprendere le origini e le motivazioni della cosiddetta “guerra dei sessi”, che può riassumersi in breve proprio nel modo in cui uomini e donne concepiscono il sesso. Continua a leggere

Linguaggio del corpo. Come riconoscere i segnali di gradimento e tensione

Linguaggio del corpo. Come riconoscere i segnali di gradimento e tensione


Il 93% della comunicazione è gestita a livello inconscio, il quale utilizza il suo linguaggio, diverso da quella della parte logica.

Conoscere il suo modo di esprimersi significa avere a disposizione una mappa mentale del nostro interlocutore per orientarci nell’interazione, così facendo, sapremo in tempo reale se quello che stiamo facendo è giusto oppure no.

Iniziamo a comprendere quali sono quindi i vari segnali del corpo denominati di gradimento e tensione.

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La comunicazione non verbale. Gesti e scarichi di tensione

La comunicazione non verbale. Gesti e scarichi di tensione


I gesti che tratteremo derivano dal nostro recentissimo passato (in termini geologici) come animali.

Non siamo nati con un linguaggio ben strutturato e in un mondo il cui rischio peggiore era perdere il bus o stare in un palazzo senza campo per il cellulare.
Ci siamo evoluti in un pianeta piuttosto selvaggio e dove i riflessi e i muscoli contavano molto più del senso dell’umorismo e dell’abilità matematica.

La natura ha fornito i mammiferi dotati di un cervello molto complesso, come i primati (e quindi anche noi umani) di una zona specifica, l’amigdala, che serve proprio a poter reagire in modo più rapido e immediato possibile di fronte a una minaccia sconosciuta.

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Le parole sono la più potente droga usata dall’uomo

Le parole sono la più potente droga usata dall’uomo

La comunicazione non verbale comprende tutti gli eventi comunicativi personali che non siano la parola parlata o scritta, e consente di avere una visione globale per creare ipotesi sul vissuto inespresso verbalmente dal soggetto.

Per inviare in modo congruente questi segnali è importante anche sapersi muovere mentre si comunica qualcosa, dimostrando una certa padronanza dello spazio circostante.

Il non verbale sappiamo che riguarda il linguaggio del corpo: la gestualità, la mimica facciale, la postura, la prossemica, quindi la gestione del proprio corpo e del proprio spazio.

Noi ascoltiamo con tutto il corpo; gesti quali muoversi in continuazione, ammiccare, mordersi le labbra, aggrottare le sopracciglia, controllare l’orologio ecc. sono tutti segnali disturbativi che possono confondere o distrarre l’interlocutore.
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Segnali di gradimento di Naomi

Segnali di gradimento di Naomi

Nell’intervista a Naomi Campbell, andata in onda qualche anno fa nel programma Che Tempo che fa con Fabio Fazio, le vengono mostrate le immagini della sua carriera.

Andiamo a notare i segnali non verbali di Naomi quando passa in rassegna queste immagini, perché  sono molto interessanti.

Qui sotto il video:

Come possiamo notare la modella inizia a guardare il video compiaciuta, con un leggero sorriso che poi trasforma in ulteriori segnali di gradimento.

Mentre passa la sua immagine dove sta sfilando con un vestito Rosso Valentino, Naomi stringe velocemente la bocca sporgendo le labbra in fuori.

Questo è un forte segnale di gradimento chiamato Bacio Analogico (0.58 del video, ripetuto anche nel min 1:04) inoltre, subito dopo notiamo velocemente il passaggio della lingua tra le labbra.

Il segnale della lingua tra le labbra è anch’esso un segnale di gradimento e prende il nome di Linguino.

Naomi Campbell e il bacio analogico

 

Altri segnali non verbali

Al min 1:07 notiamo della tristezza.
Le unità d’azione principali della tristezza (se usiamo uno strumento scientifico come il FACS ) sono AU1+4+7+15+17, ma in questo caso le unità del FACS Au 1+4 sono coperte sicuramente dal trucco sulla fronte e non si riescono a vedere, a malapena possiamo notare gli angoli della bocca verso il basso (AU 15 del facs), ma le lacrime ci confermano che possiamo di certo cogliere un momento di tristezza.

Il bacio analogico comunque, si continua a ripetere più volte per tutta la durata del video.

La modella poi, conferma che la causa delle sue lacrime era dovuta alla vista di persone a lei care, che oggi non ci sono più, ma che hanno avuto un grande ruolo nella sua vita, contribuendo alla sua carriera da modella nella moda italiana.

A volte, quando ci imbattiamo in analisi facciali, ci possiamo trovare con dei volti molto truccati, con un mix sia di trucco che botulino, che non ci permettono una vista ottimale di alcuni muscoli quando entrano in gioco le emozioni universali, ma con un buon allenamento si riesce comunque a coglierle e a scoprire se sono autentiche o no.

Se vuoi sapere come poter interpretare un corretto linguaggio non verbale, ti invito al mio prossimo evento Linguaggio del corpo e microespressioni facciali.

Buona giornata !!!

Fabio

 

Per approfondimenti consiglio il libro

 

Ultimi articoli pubblicati su Medium…

 

 

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A presto!!

Fabio


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Riconoscere le menzogne… al telefono

Riconoscere le menzogne… al telefono

Negli ultimi articoli sul linguaggio del corpo ci siamo concentrati molto sui gesti, in quanto sono macroscopici e facili da notare, per tutti.
Ma se siete tipi “auditivi” potreste essere molto portati per identificare le menzogne anche da come si parla, magari al telefono.

Esistono modi per rivelarlo?
Sì, anche se sono più complessi.

Come premessa diciamo che è molto difficile mantenere lo stesso tono di voce quando si sta mentendo.

La voce e soprattutto le corde vocali si caricano di tensione durante una bugia, e il risultato sarà una variazione di tono.
Se usiamo un microfono sensibile, si scopre che NESSUNO sa mentire in modo perfetto con la voce.

C’è sempre qualche segnale che tradisce la tensione, anche se può essere impercettibile all’orecchio umano, questo vale anche quando siamo al telefono.

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Inclinare la testa facilita le interazioni sociali [Ricerca]

Inclinare la testa facilita le interazioni sociali

Oggi riporto uno studio in cui si è notato che la diversa angolazione della testa può farci concentrare maggiormente sugli occhi del nostro interlocutore, e rendere più rassicurante il contatto visivo.

Lo studio in questione ci indica come migliorare la nostra comunicazione, specie con chi è affetto da autismo.

L’essere umano è “progettato” per trarre dai volti importanti informazioni, infatti il guardare una faccia ci permette di estrarre informazioni socialmente rilevanti sulla persona, tra cui identità, genere, età, razza, espressione e direzione dello sguardo.

Però questa nostra capacità,  ha almeno due punti deboli:

  1. Siamo più inclini a soffermarci sulla parte sinistra dei volti (perché della loro analisi è per lo più incaricato l’emisfero destro del cervello)
  2. Siamo totalmente incapaci di trarre informazioni se vediamo un volto capovolto

Sull’inclinazione del viso invece, si sapeva fino ad oggi relativamente poco.

Lo studio di cui parlo è dell’Università della California a Santa Cruz, pubblicato su Perception, ed estrapola informazioni molto importanti: le angolazioni diverse della testa  potrebbero facilitare le interazioni sociali.

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