Oggi riporto uno studio in cui si è notato che la diversa angolazione della testa può farci concentrare maggiormente sugli occhi del nostro interlocutore, e rendere più rassicurante il contatto visivo.

Lo studio in questione ci indica come migliorare la nostra comunicazione, specie con chi è affetto da autismo.

L’essere umano è “progettato” per trarre dai volti importanti informazioni, infatti il guardare una faccia ci permette di estrarre informazioni socialmente rilevanti sulla persona, tra cui identità, genere, età, razza, espressione e direzione dello sguardo.

Però questa nostra capacità,  ha almeno due punti deboli:

  1. Siamo più inclini a soffermarci sulla parte sinistra dei volti (perché della loro analisi è per lo più incaricato l’emisfero destro del cervello)

  2. Siamo totalmente incapaci di trarre informazioni se vediamo un volto capovolto

Sull’inclinazione del viso invece, si sapeva fino ad oggi relativamente poco.

Lo studio di cui parlo è dell’Università della California a Santa Cruz, pubblicato su Perception, ed estrapola informazioni molto importanti: le angolazioni diverse della testa  potrebbero facilitare le interazioni sociali.

LO SGUARDO PREFERITO

Studiando i volti inclinati con la tecnologia eye-tracking, i ricercatori si sono accorti che è sufficiente una lieve inclinazione, anche di solo 11 gradi rispetto all’asse centrale, per eliminare la tendenza a concentrarci sul lato sinistro del viso e farne emergere un’altra: la preferenza per l’occhio che si trova più in alto (a causa dell’inclinazione).

Quando la testa dell’interlocutore è piegata di lato, tendiamo a concentrarci di più sull’occhio superiore e in generale ci focalizziamo di più sullo sguardo. Questo tipo di contatto visivo in situazioni normali è percepito come uno sguardo che mette a disagio, o anche intimorente, ma in questi casi, quando cioè la testa è inclinata di lato, diventa più facile anche da accettare, forse perchè è meno diretto rispetto a quanto fosse se percepito in  modo diretto, ossia con testa dritta.

Nicolas Davidenko, primo autore dello studio, è interessato alle ripercussioni che la scoperta potrebbe avere in chi è affetto da autismo, perchè inclinare la testa di lato, potrebbe facilitare in questi casi l’interazione con la comprensione dei messaggi vocali dei soggetti autistici.

 

La testa di lato

L’inclinazione della testa sappiamo già essere un forte segnale per far capire se siamo interessati o no a qualcosa o a qualcuno.

Possiamo comunicare con la testa inclinata di lato sia empatia che comprensione, però bisogna fare attenzione, perché la testa inclinata di lato può essere recepita anche come segnale di sottomissione (non è un caso che i cani mostrano il collo all’animale più dominante).

Quindi è meglio non usare eccessivamente questo segnale, anche se delle volte è inconsapevole, soprattutto durante la seduzione. Non è raro infatti, sopratutto per le donne, usare questo segnale non verbale per comunicare interesse al corteggiamento.

 

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Per approfondimenti

 Prova a mentirmi

Prova a Mentirmi
Imparare il linguaggio del corpo per capire gli altri

Autori: Fabio Pandiscia – Antonio Meridda

  • Pagine 222
  • Formato: 15,5×23
  • Anno: 2011