Category: bodylanguage (page 1 of 7)

L’abito fa il monaco?

abito e monaco

 

 

Come diceva Manuel Fantoni nel film Borotalco, “l’abito fa il monaco!”.
Aveva ragione?
Anche se ci spiace ammetterlo, la risposta è sì!

Ci sono montagne di ricerche su questo fatto, e tutte concordano che valutiamo gli altri dalla prima impressione.

Questa cosa può sembrare (e per un certo verso lo è) superficiale, ma immaginate ancora una volta di vivere in una landa desolata e pericolosa, dove le risorse sono scarse e si lotta per ottenerle. Continue reading

Linguaggio del Corpo… Uomo-Donna

uom

L’argomento di questo post l’ho ampiamente trattato in un libro che uscito poco tempo fa dal titolo “Perchè mi tradisci” dove l’argomento centrale che ho avuto il piacere di trattare insieme al mio collega dr Meridda è stato proprio quello che si riferisce al Perché tanti uomini e tante donne tradiscono il proprio partner, e tra le ricerche che abbiamo rilevato, scrivere alcune tecniche per far in modo che ciò non accada.

Ma….uomini e donne arriveranno mai a capirsi veramente?

Sebbene tra uomini e donne ci debba essere uguaglianza, la verità è che tra i due generi esistono molte differenze, non soltanto biologiche.

Innanzitutto occupiamoci di comprendere le origini e le motivazioni della cosiddetta “guerra dei sessi”, che può riassumersi in breve proprio nel modo in cui uomini e donne concepiscono il sesso. Continue reading

6 regole per vivere felici

L’uomo è nato per soffrire…. e ci riesce benissimo!
Recitava cosi il buon Gervaso qualche anno fa.

Anche se navigassimo nell’oro, troveremmo comunque qualcosa di cui lamentarci!
E’ nella natura stessa dell’uomo.

Dostoevskij scrisse che l’uomo, come tale non può avere felicità duratura.

Anche se avesse ogni bene fino al punto che non gli resti più che mangiare, dormire e riprodursi, in quello stesso istante comunque si procurerà qualcosa di dannoso.
Solo per aggiungere nella sua vita un tocco di malessere.

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La comunicazione non verbale. Gesti e scarichi di tensione

I gesti che tratteremo derivano dal nostro recentissimo passato (in termini geologici) come animali.

Non siamo nati con un linguaggio ben strutturato e in un mondo il cui rischio peggiore era perdere il bus o stare in un palazzo senza campo per il cellulare.
Ci siamo evoluti in un pianeta piuttosto selvaggio e dove i riflessi e i muscoli contavano molto più del senso dell’umorismo e dell’abilità matematica.

La natura ha fornito i mammiferi dotati di un cervello molto complesso, come i primati (e quindi anche noi umani) di una zona specifica, l’amigdala, che serve proprio a poter reagire in modo più rapido e immediato possibile di fronte a una minaccia sconosciuta.

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La potenza di un linguaggio di precisione

Ci sono vari modelli da usare per condurre una buona comunicazione.

Chi ha già frequentato corsi sulla vendita sa già che “Chi domanda, conduce”; lo stesso possiamo affermare quando parliamo di comunicazione.

Come abbiamo notato negli articoli precedenti, gli argomenti legati alla comunicazione, alla vendita e alla motivazione, molto spesso sono intimamente correlati.

Ad esempio, una buona vendita parte da una buona comunicazione e il saper porre le domande giuste può condurre alla conclusione del contratto.

Analogamente, nella sfera privata il porre sempre domande adeguate ci può far ottenere un particolare consenso ed essere più persuasivi.

Certo occorre saperlo fare, altrimenti si rischia solo di  infastidire l’altro. Vediamo come fare.

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Comunicazione. Terminologie attivanti e tecniche ipnotiche

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Quando dobbiamo parlare con un paziente o un cliente, esiste un modo per rafforzare le immagini che andremo a creare nella sua mente?

Certo che si!

Possiamo rafforzare le immagini che si vanno a formare nella mente dei nostri interlocutori, o anche nella nostra mente, con l’uso di una terminologia specifica, la quale renderà la nostra comunicazione molto più persuasiva.

Quando parliamo di comunicazione persuasiva intendiamo un tipo di comunicazione tesa ad avere un certo
impatto sull’interlocutore: in questo senso la pubblicità stessa può essere un valido esempio di
comunicazione persuasiva.

Alcuni aspetti di questo tipo di comunicazione si basano su terminologie denominate “attivanti”,
del tipo “Ora che state leggendo queste parole, potete provare interesse per quello che stiamo dicendo”.

In questo modo, inserendo nelle frasi delle istruzioni di processo (provare interesse), suggerisco uno
stato d’animo in chi legge.

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Body Language Training – Riconoscere il disprezzo

Questo articolo fa parte di una piccola rubrica dedicata esclusivamente ai casi pratici sull’analisi del linguaggio del corpo e micro-espressioni facciali, il suo scopo è fare un pò di esercitazioni pratiche.

Questi esercizi fino a poco tempo fa, li condividevo via mail solo con i partecipanti ai miei corsi, per aiutarli a restare “allenati” nel riconoscimento di alcuni segnali non verbali e sul mio blog aziendale formaementis, in un’apposita rubrica.

Siete veramente in tanti a seguire la mia newsletter e ogni giorno si aggiungono altre persone, il minimo che posso fare è continuare a dare contenuti di qualità per mantenere alti gli standard.

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Sei un procrastinatore? Qualche consiglio per smettere

Una ricerca olandese (vedi il link) dice che il 95% delle persone sono procrastinators cronici.
E allora mi domando, il restante 5% cosa sono?
 

Bugiardi?

E’ una domanda lecita, in effetti TUTTI procrastiniamo, solo che ad alcuni riesce meglio di altri.
Tutti abbiamo i nostri piccoli motivi per procrastinare, le scuse che diciamo a noi stessi sono tante:
  • “Ho questo progetto di lavoro in questo momento, però prima, dovevo assolutamente finire quel puzzle che mi porto dietro da tempo.”
  • “Le mie tasse scadono domani, però mi conviene prima pulire la cucina; c’è un disastro totale”
  • “Devo pubblicare questo articolo. Ma prima, mi vedo la mia puntata preferita in TV “


E possiamo continuare all’infinito, è come essere su un treno in corsa chiamato “procrastinazione” dal quale non ci conviene scendere perchè in qualche modo ci fa restare in quella che viene comunemente chiamata “zona di comfort“.

Fino a quando dura questa corsa?

Beh è facile dirlo, fino a quando ci troviamo faccia a faccia con la scadenza e decidiamo di scendere dal treno per fare ciò che deve esser fatto, ma non è il momento migliore per farlo.

Stress, mancanza di tempo, il non avere un’altra occasione perché magari le altre date per fare ciò che andava fatto ce le siamo già giocate, non ci permettono di fare serenamente il nostro lavoro.

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Come reagisce una persona accusata di tradimento

I tradimenti non piacciono a nessuno, minano la fiducia nella coppia e lasciano sempre delle ferite che non si rimarginano completamente.

A volte sentiamo frasi del tipo «Mi tradiva e non lo sapevo, non avevo avvertito nessun segno, nessun sospetto, per me è stato uno shock».

Non può essere.

Forse siamo troppo presi da impegni quotidiani, forse non ascoltiamo abbastanza le persone a noi vicine, i loro bisogni, forse siamo troppo concentrati sui figli o su noi stessi,  l’unica cosa certa è che un tradimento non arriva mai all’improvviso!

I segnali di infedeltà sono sempre forti e chiari, solo che all’inizio si evitano di cogliere,  vogliamo non vedere, preferiamo rimuovere tali dubbi, ma alla fine arriva il conto.

Facile dire col senno di poi, in effetti… quella volta …. un certo dubbio mi era sorto…

Troppo tardi!

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Riconoscere le menzogne… al telefono

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Negli ultimi articoli sul linguaggio del corpo ci siamo concentrati molto sui gesti, in quanto sono macroscopici e facili da notare, per tutti.
Ma se siete tipi “auditivi” potreste essere molto portati per identificare le menzogne anche da come si parla.

Esistono modi per rivelarlo?
Sì, anche se sono più complessi.

Come premessa diciamo che è molto difficile mantenere lo stesso tono di voce quando si sta mentendo.

La voce e soprattutto le corde vocali si caricano di tensione durante una bugia, e il risultato sarà una variazione di tono.
Se usiamo un microfono sensibile, si scopre che NESSUNO sa mentire in modo perfetto con la voce.C’è sempre qualche segnale che tradisce la tensione, anche se può essere impercettibile all’orecchio umano.

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