Categoria: psicologia (Pagina 1 di 4)

Lo scopo della menzogna e il bugiardo patologico

Lo scopo della menzogna e il bugiardo patologico

Spesso troviamo la bugia al centro di eventi storici importanti come: nelle vicende del cavallo di Troia, nella morte di Socrate che preferisce bere la cicuta piuttosto che mentire, fino a Galileo, Cartesio, oppure in tempi più recenti, ai retroscena del Watergate o il bombardamento di Pearl Harbour, ecc.

Tutti mentiamo prima o poi, è normale, o meglio, è tipicamente istintivo, non è una condizione specifica dell’adolescenza, né un indice particolare di psicopatologia.

È ovvio che i bambini non possiedono le proprietà linguistiche degli adulti, per cui spesso definiamo bugia ciò che per il bambino è una semplice espressione di un’emozione, come ad esempio la paura, di bisogno di rassicurazione o di percezione inesatta della realtà.

Si può parlare di bugia quando si nota l’intenzione, un comportamento cosciente di mentire.

Se nei bambini la capacità di mentire è molto legata ad una prova atta a misurare la reazione degli adulti al suo comportamento, con lo sviluppo tale capacità assume altri significati, perché entrano in gioco altre variabili, come ad esempio: la situazione che si sta vivendo, la persona alla quale è rivolta o lo scopo che si vuole raggiungere.
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L’abito fa il monaco?

L’abito fa il monaco?

 

Come diceva Manuel Fantoni nel film Borotalco, “l’abito fa il monaco!”.
Aveva ragione?
Anche se ci spiace ammetterlo, la risposta è sì!

Ci sono montagne di ricerche su questo fatto, e tutte concordano che valutiamo gli altri dalla prima impressione.

Questa cosa può sembrare (e per un certo verso lo è) superficiale, ma immaginate ancora una volta di vivere in una landa desolata e pericolosa, dove le risorse sono scarse e si lotta per ottenerle. Continua a leggere

La potenza di un linguaggio di precisione

Ci sono vari modelli da usare per condurre una buona comunicazione.

Chi ha già frequentato corsi sulla vendita sa già che “Chi domanda, conduce”; lo stesso possiamo affermare quando parliamo di comunicazione.

Come abbiamo notato negli articoli precedenti, gli argomenti legati alla comunicazione, alla vendita e alla motivazione, molto spesso sono intimamente correlati.

Ad esempio, una buona vendita parte da una buona comunicazione e il saper porre le domande giuste può condurre alla conclusione del contratto.

Analogamente, nella sfera privata il porre sempre domande adeguate ci può far ottenere un particolare consenso ed essere più persuasivi.

Certo occorre saperlo fare, altrimenti si rischia solo di  infastidire l’altro. Vediamo come fare.

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Body Language Training – Movimenti delle palpebre

Questo articolo fa parte di una piccola rubrica dedicata esclusivamente ai casi pratici sull’analisi del linguaggio del corpo e micro-espressioni facciali, il suo scopo è fare un pò di esercitazioni pratiche.

Questi esercizi fino a poco tempo fa, li condividevo via mail solo con i partecipanti ai miei corsi, per aiutarli a restare “allenati” nel riconoscimento di alcuni segnali non verbali e sul mio blog aziendale formaementis, in un’apposita rubrica.

Siete veramente in tanti a seguire la mia newsletter e ogni giorno si aggiungono altre persone, il minimo che posso fare è continuare a dare contenuti di qualità per mantenere alti gli standard.

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Linguaggio del Corpo… Uomo-Donna

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L’argomento di questo post l’ho ampiamente trattato in un libro che uscito poco tempo fa dal titolo “Perchè mi tradisci” dove l’argomento centrale che ho avuto il piacere di trattare insieme al mio collega dr Meridda è stato proprio quello che si riferisce al Perché tanti uomini e tante donne tradiscono il proprio partner, e tra le ricerche che abbiamo rilevato, scrivere alcune tecniche per far in modo che ciò non accada.

Ma….uomini e donne arriveranno mai a capirsi veramente?

Sebbene tra uomini e donne ci debba essere uguaglianza, la verità è che tra i due generi esistono molte differenze, non soltanto biologiche.

Innanzitutto occupiamoci di comprendere le origini e le motivazioni della cosiddetta “guerra dei sessi”, che può riassumersi in breve proprio nel modo in cui uomini e donne concepiscono il sesso. Continua a leggere

La comunicazione non verbale. Gesti e scarichi di tensione

I gesti che tratteremo derivano dal nostro recentissimo passato (in termini geologici) come animali.

Non siamo nati con un linguaggio ben strutturato e in un mondo il cui rischio peggiore era perdere il bus o stare in un palazzo senza campo per il cellulare.
Ci siamo evoluti in un pianeta piuttosto selvaggio e dove i riflessi e i muscoli contavano molto più del senso dell’umorismo e dell’abilità matematica.

La natura ha fornito i mammiferi dotati di un cervello molto complesso, come i primati (e quindi anche noi umani) di una zona specifica, l’amigdala, che serve proprio a poter reagire in modo più rapido e immediato possibile di fronte a una minaccia sconosciuta.

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La forza delle pause e dei chunks

Elemento fondamentale della comunicazione,  sappiamo che è il paraverbale; esso comprende ritmo, pause, tono, timbro, volume, inflessione della voce, ecc.

È importante quindi saper modulare la propria voce in base agli argomenti trattati e, se vogliamo che un determinato concetto venga afferrato, diventa necessario alternarne il tono nei momenti giusti.

Viceversa, un tono della voce che resta costante per tutta la durata del discorso, rischia di annoiare l’ascoltatore e di far perdere totalmente l’attenzione.

Anche il silenzio e tutte le altre espressioni sonore prive di contenuto verbale (sospirare, gemere, tossire, ecc.) possono contenere segnali di diverso tenore. Il silenzio è di per sé già veicolo di comunicazione perché, inducendo all’interpretazione del suo contenuto, mantiene vivo il rapporto, anche se in modo ambiguo e conflittuale. Continua a leggere

Sai tenere la giusta distanza quando comunichi?

Sai tenere la giusta distanza quando comunichi?

Sai che ognuno di noi ha un proprio spazio personale privato?
E che questo spazio è come una grossa bolla che ci circonda?
Gli scienziati definiscono la gestione di tale spazio con il nome di prossemica, scienza che si occupa di capire quanto misurano e come funzionano tali spazi.

All’interno della nostra “bolla” ci sentiamo a nostro agio, e percepiamo chi viene da fuori come un intruso, che possiamo o meno accogliere.

Non tutti infatti sono i benvenuti, e non tutti nella stessa misura.

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