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[video] Possibile smascherare un bugiardo?

Possiamo in meno di un secondo, capire quale emozione sta provando il nostro interlocutore?
E’ possibile sapere se una persona ci sta mentendo o no?

Sappiamo che chi sta dicendo una bugia si tradirà, con un qualche segnale del corpo. L’inganno si sviluppa non solo attraverso l’atto verbale della menzogna, ma anche attraverso comportamenti tesi ad incidere sulle conoscenze, motivazioni, aspettative dell’interlocutore.

Se vogliamo interpretare questo punto di vista, possiamo dire che l’omissione di informazioni non è tanto una menzogna, quanto un inganno.

La menzogna è un comportamento naturale, e compare molto precocemente nel repertorio comportamentale dell’essere umano, senza che esso sia sottoposto ad uno specifico apprendimento.

Il camuffamento della realtà, è un apprendimento che abbiamo appreso durane la nostra evoluzione, possiamo dire che la menzogna sta all’uomo come il mimetismo agli animali, e se seguiamo il ragionamento di Darwin possiamo affermare che se la menzogna ha resistito fino ad oggi, significa che è funzionale al nostro adattamento.

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Come interpretare i gesti e la comunicazione non verbale

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Ormai se segui questo blog da un pò di tempo, sai già che ogni singolo gesto, non significa assolutamente nulla.

I gesti li possiamo dividere in: volontari e involontari. I primi, quelli volontari, sono detti ACQUISITI, in quanto abbiamo imparato a farli guardando gli altri e riproducendo, in modo COSCIENTE, quel che facevano le altre persone.

Esempi del nostro Paese sono il gesto dell’OK oppure le corna, o anche le dita “a becco d’uccello” per chiedere qualcosa.

Questi gesti sono diversi da Paese a Paese e oltretutto sono coscienti, fatti con la precisa volontà di volerli fare e quindi controllabili e molto, molto chiari – quantomeno per chi li esegue.

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Body Language Training – Linguino, rabbia e disprezzo

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Questo articolo fa parte di una piccola rubrica dedicata esclusivamente ai casi pratici sull’analisi del linguaggio del corpo e micro-espressioni facciali, il suo scopo è fare un pò di esercitazioni pratiche.

Questi esercizi fino a poco tempo fa, li condividevo via mail solo con i partecipanti ai miei corsi, per aiutarli a restare “allenati” nel riconoscimento di alcuni segnali non verbali e sul mio blog aziendale formaementis, in un’apposita rubrica.

Siete veramente in tanti a seguire la mia newsletter e ogni giorno si aggiungono altre persone, il minimo che posso fare è continuare a dare contenuti di qualità per mantenere alti gli standard.

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Linguaggio del corpo: La stretta di mano

Ho dedicato già dei post su questo argomento - vedi qui - sappiamo bene che quando diamo la mano, la stretta deve essere paritaria, cioè tutti e due dobbiamo essere sullo stesso piano per non risultare nè dominanti nè sottomessi.

Oggi andiamo un pò più nello specifico, grazie anche all’aiuto che possiamo avere da un breve video che ho avuto il piacere di realizzare durante una mia intervista qualche giorno fa sul canale sky 852.

Ogni volta che il palmo è rivolto verso il basso, vuol dire che chi sta portando la stretta di mano in quel modo, vuole dominare la conversazione.

Possiamo però notare delle varianti, ad esempio possiamo stringere con tutte e due le nostre mani, la mano dell’altra persona (vedi foto sotto).

Questo è un gesto di affetto, di empatia, di esser felici dell’incontro che facciamo. Un gesto tipico se vogliamo, di alcuni sacerdoti.
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Un po’ di chiarezza sui corsi di Linguaggio del Corpo

Il linguaggio del corpo è una materia affascinante, permette di scoprire i lati più nascosti della personalità dell’interlocutore che abbiamo davanti ed è utile per fornisci feedback in tempo reale per migliorare le nostre relazioni interpersonali, ma sopratutto ci permette di scoprire quando, una persona ci sta dicendo una bugia o una verità.

Di recente, l’interesse verso questo affascinante mondo della comunicazione non verbale è andato via via crescendo, grazie sopratutto ad alcune serie televisive sull’argomento, ma cosi come è cresciuto interesse, è cresciuta anche molta ignoranza.

Alcuni si sono improvvisati esperti, e cavalcando l’onda di questo successo hanno iniziato a fare corsi di formazione su questo tema, creando ancora più confusione sull’argomento.

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La comunicazione non verbale. Gesti e scarichi di tensione

I gesti che tratteremo derivano dal nostro recentissimo passato (in termini geologici) come animali.

Non siamo nati con un linguaggio ben strutturato e in un mondo il cui rischio peggiore era perdere il bus o stare in un palazzo senza campo per il cellulare.
Ci siamo evoluti in un pianeta piuttosto selvaggio e dove i riflessi e i muscoli contavano molto più del senso dell’umorismo e dell’abilità matematica.

La natura ha fornito i mammiferi dotati di un cervello molto complesso, come i primati (e quindi anche noi umani) di una zona specifica, l’amigdala, che serve proprio a poter reagire in modo più rapido e immediato possibile di fronte a una minaccia sconosciuta.

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Linguaggio del corpo. Come riconoscere i segnali di gradimento e tensione

Il 93% della comunicazione è gestita a livello inconscio, il quale utilizza il suo linguaggio, diverso da quella della parte logica.

Conoscere il suo modo di esprimersi significa avere a disposizione una mappa mentale del nostro interlocutore per orientarci nell’interazione, così facendo, sapremo in tempo reale se quello che stiamo facendo è giusto oppure no.

Iniziamo a comprendere quali sono quindi i vari segnali del corpo denominati di gradimento e tensione.

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Dimmi come siedi e ti dirò chi sei

sedutiRepentine variazioni nella prossemica, come l’improvviso avvicinamento o allontanamento dall’interlocutore, possono generare nell’ascoltatore stati di tensione, che si manifestano in tanti modi.

Possiamo infatti trovare questi scarichi di tensione nei pruriti, ad esempio alle arcate sopraccigliari, nella zona maxillo-facciale (vicino al naso), ma anche nella frontale, variazioni di postura o dondolii, accavallamento di gambe e braccia, contrazioni muscolari del volto, frequente deglutizione salivare, sorrisi nervosi, schiarirsi la voce o ridurne il tono.

Talvolta poi si arriva a reazioni più estreme che possono evidenziarsi con rossore/pallore, tachicardia o anche iper-sudorazione e tremore.
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Gesti di dominanza: La mano sulla spalla

Quante volte subiamo, o al contrario, siamo noi stessi a porre la mano sulla spalla di qualcuno?
Ci fermiamo mai a capire cosa significa tale gesto?

Chi ha già frequentato con me il corso sul linguaggio del corpo, sà il significato nascosto dietro questo gesto e le varie varianti che ne derivano.

Un articolo su un blog è un pò limitante per parlare di questo argomento, ma con l’aiuto di foto e video, cercherò di spiegarlo in modo semplice.

A quanti di voi hanno visto l’incontro tra Obama e Raul Castro, forse non è sfuggito un gesto abbastanza goffo tra i due.

Durante la fase finale del discorso Obama cerca di mettere la mano sulla spalla a Castro e questo glielo impedisce, alzandogli il braccio.
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Body Language Training – Movimenti delle palpebre

Questo articolo fa parte di una piccola rubrica dedicata esclusivamente ai casi pratici sull’analisi del linguaggio del corpo e micro-espressioni facciali, il suo scopo è fare un pò di esercitazioni pratiche.

Questi esercizi fino a poco tempo fa, li condividevo via mail solo con i partecipanti ai miei corsi, per aiutarli a restare “allenati” nel riconoscimento di alcuni segnali non verbali e sul mio blog aziendale formaementis, in un’apposita rubrica.

Siete veramente in tanti a seguire la mia newsletter e ogni giorno si aggiungono altre persone, il minimo che posso fare è continuare a dare contenuti di qualità per mantenere alti gli standard.

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