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Perché le persone che vanno d’accordo, si comportano in modo simile?

 

Hai mai notato che le persone che vanno d’accordo si comportano in modo simile?

Questo modo d’agire vale per tutte le specie sociali, e in noi esseri umani è certe volte più accentuato.
Pensa ai gruppi di amici, se li osservi vedrai che camminano a una velocità simile, e spesso anche in modo simile.

Assumono lo stesso ritmo, lo stesso linguaggio del corpo, a volte anche gli stessi abiti.

Per esempio i gruppi di giovani come i dark o i punk.
Negli anni ’80 la “divisa” diventava la carta d’identità, per cui si trovavano gruppi di metallari, paninari, skinhead e altre mode del genere.
Oltre alla “divisa”, anche il linguaggio e il modo di comportarsi era simile.

Quando qualcuno si comporta come noi, ci sentiamo simili a lui, e lo troviamo simpatico “a pelle”.
Questo perché, essendo animali sociali, ci basiamo per primo sull’aspetto e il modo di agire dell’altro per considerare le nostre reazioni.

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Una voce ricca di modulazioni denota una ricca vita interiore

Per enfatizzare una parola o un concetto è utile saper modulare il tono della voce: una voce ricca di modulazioni denota una ricca vita interiore; al contrario, persone che usano prevalentemente un solo tono di voce sono generalmente individui dalla personalità più limitata.

Il tono della voce assume un significato importante nella comunicazione. Prendiamo ad esempio uno studente che vuol chiedere, durante la riunione dei professori, come procede la sua preparazione:

1.Il primo insegnante risponde: “Niente male” (con un tono deluso e sfiduciato)
2.Il secondo risponde: “Niente male” (con un tono incoraggiante, ma non ancora appagato)
3.Il terzo insegnante risponde: “Niente male” (con un tono ottimista e fiducioso)

Sebbene i tre insegnanti utilizzino la stessa espressione linguistica, il ragazzo riceve tre messaggi differenti, a seconda del tono della voce.
Nel primo caso i risultati scolastici sono definiti mediocri, nel secondo quasi sufficienti, nel terzo ottimi. Continue reading

Quanto abbiamo paura di cambiare?

Spesso ci ritroviamo a pensare che i nostri valori e le nostre convinzioni debbano in qualche modo essere stabili se vogliamo essere a nostra volta delle persone “solide” e il ritrovarsi improvvisamente su un terreno instabile può farci insorgere ansia.

Abbiamo quindi paura dell’ignoto, paura di cambiare.
Ma il cambiamento è inevitabile in ognuno di noi.

Quello che può accadere quando si prende in considerazione l’idea di cambiare è che ci troviamo di fronte ad atteggiamenti mentali o opinioni radicate che indeboliscono la motivazione, ma raramente queste opinioni risultano valide.

Sono molte le frasi che sottendono questa paura del cambiamento, una frase che si usa dire spesso è: “Mio marito/moglie è incapace di cambiare”.

E’ ovviamente una frase limitante, perché tutti cambiamo, continuamente.

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Cerchi il punto G?

giornaleVuoi essere più persuasivo? Carismatico? Seducente?

Inizia a pensare a come di solito comunichi con gli altri.
Immagina di stare a parlare con un tuo amico che sembra guardarti con attenzione e si dondola ritmicamente su una sedia, come ti senti?

Ascoltato?
Non credo.

L’esser attenti richiede una postura che faciliti il coinvolgimento, un uso corretto del linguaggio del corpo, un buon contatto visivo, un ambiente che distragga il meno possibile.

Molto viene trasmesso dal modo in cui siamo seduti rispetto a chi parla: ad esempio, se ci troviamo faccia a faccia con il nostro interlocutore, daremo l’idea di essere più interessati piuttosto che trovarci a parlare di profilo.

Dimostreremo di essere più attenti se inclinati leggermente in avanti piuttosto che indietro, o se le mani e le braccia saranno aperte, piuttosto che intrecciate sul corpo. Continue reading

Quali sono i tuoi sogni?

 

Pensa a quali sono i tuoi sogni.  A quanto tempo dedichi ad essi.
A quante cose vorresti realizzare e non realizzi.

E chiediti soprattutto PERCHE’ non lo fai.

Tanti grandi uomini e donne ci hanno insegnato che credendoci, TUTTO E’ POSSIBILE.
Un uomo che sapeva solo disegnare un topo ha creato un impero durante il dopoguerra.

Cosa puoi fare TU? Hai delle doti, ma per vari motivi non le hai mai sfruttate.
Cosa stai aspettando?

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La vita è l’unico gioco in cui lo scopo del gioco è imparare le regole

Oggi vi voglio raccontare una storia che ho scritto sul mio ultimo libro: Perché succede tutto a me? per riflettere su come sia più gratificante e produttivo vivere, chiarendo a noi stessi quali sono i nostri valori e le nostre regole.

Iniziamo.

Tommaso è sempre stato un individuo intraprendente, ha ormai trentuno anni e ha già creato due aziende che fatturano molto, solo quest’anno è riuscito a ricavarne quasi due milioni di euro.

Ha una laurea, delle belle auto e sempre circondato da ragazze bellissime.

La sera ama passeggiare sul balcone della sua villa, bere un cognac da solo, e in tranquillità fare il punto della giornata.

Una volta gli venne a far visita il suo migliore amico, passeggiarono insieme in quell’immenso balcone e ad un tratto l’amico gli chiese quale fosse la formula del suo successo.

Tommaso cambiò immediatamente espressione, sembrava quasi esser diventato triste.

Il suo amico ha questo punto si preoccupò e iniziò a chiedere cosa fosse successo: forse un problema nella sua famiglia?

La madre era anziana e le potrebbe esser successo qualcosa, dopotutto lui ha sempre detto di esser attaccato ancora morbosamente a lei.
O forse era andato male qualche affare?
In tal caso non c’era poi da preoccuparsi molto.

Lui lo guardò quasi stupito e disse che non c’era niente che non andasse, l’unica cosa che cortesemente chiese era di non chiamarlo una “persona di successo”. Continue reading

Comunicazione. Terminologie attivanti e tecniche ipnotiche

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Quando dobbiamo parlare con un paziente o un cliente, esiste un modo per rafforzare le immagini che andremo a creare nella sua mente?

Certo che si!

Possiamo rafforzare le immagini che si vanno a formare nella mente dei nostri interlocutori, o anche nella nostra mente, con l’uso di una terminologia specifica, la quale renderà la nostra comunicazione molto più persuasiva.

Quando parliamo di comunicazione persuasiva intendiamo un tipo di comunicazione tesa ad avere un certo
impatto sull’interlocutore: in questo senso la pubblicità stessa può essere un valido esempio di
comunicazione persuasiva.

Alcuni aspetti di questo tipo di comunicazione si basano su terminologie denominate “attivanti”,
del tipo “Ora che state leggendo queste parole, potete provare interesse per quello che stiamo dicendo”.

In questo modo, inserendo nelle frasi delle istruzioni di processo (provare interesse), suggerisco uno
stato d’animo in chi legge.

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Come sviluppare il nostro focus mentale

Per poter raggiungere i nostri obiettivi è fondamentale sapere che la focalizzazione sul risultato permetterà al nostro cervello di attingere costantemente al potenziale che abbiamo a nostra disposizione.

Se è la prima volta che leggi questo blog puoi approfondire quanto abbiamo già detto sul potenziale umano andando a leggere qualche vecchio post oppure vai ad ascoltare il podcast sull’argomento - clicca qui per ascoltare il podcast sul potenziale umano –

Molto spesso ci illudiamo di agire, esistono persone che dicono a loro stesse frasi del tipo: «Sono molto impegnato oggi, quindi faccio progressi», oppure «Nessuno apprezza quanto realmente faccio», «Ho talmente tanto da fare che non posso fermarmi».

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Metamodello seconda parte. Gli operatori modali

 

Nel post precedente abbiamo esaminato i quantificatori universali,ora prenderemo in considerazione gli operatori modali, che suddivideremo in operatori modali di necessità e di possibilità.Iniziamo con il dire che tra gli operatori modali di possibilità troviamo tutte quelle risposte che comprendono termini come “non posso”.

Ad esempio, immaginiamo di parlare con un nostro amico che ci dice “Non posso svolgere questo lavoro”, oppure “È impossibile questa situazione, non posso…”.

Sappiamo di non dover replicare con un “perché”, ma cercare di spostare il focus mentale del nostro amico sulla soluzione del problema, quindi la frase che useremo sarà “Cosa ti impedisce di..”, “Chi ti impedisce di…”.

Tra gli operatori modali di necessità rientrano le frasi che contengono il termine “devo”, ad esempio:

Devo assolutamente fare quella cosa..
È necessario che la faccia, a tutti i costi

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Metamodello parte prima. La generalizzazione in PNL

 

Se mi segui da un pò di tempo su questo blog, o sul mio blog aziendale formaementis, sai già che qualsiasi cosa la nostra mente è costretta ad elaborare, costa fatica.

Il lavoro, che sia cerebrale o fisico, non piace a nessuno, neanche al nostro cervello.

Sappiamo che la mente trova più facile lavorare tramite immagini e, attuando questo procedimento, semplifica notevolmente le cose, semplifica la nostra vita, ma non è il solo metodo che usa per agevolarci e farci vivere meglio.

Quante volte la nostra mente ci aiuta – per lo più in modo inconscio – tutti i giorni?

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