Tag: micro-espressioni (page 1 of 2)

Come interpretare i gesti e la comunicazione non verbale

its-ok-by-me-1436037Ormai se segui questo blog da un pò di tempo, sai già che ogni singolo gesto, non significa assolutamente nulla.

I gesti li possiamo dividere in: volontari e involontari. I primi, quelli volontari, sono detti ACQUISITI, in quanto abbiamo imparato a farli guardando gli altri e riproducendo, in modo COSCIENTE, quel che facevano le altre persone.

Esempi del nostro Paese sono il gesto dell’OK oppure le corna, o anche le dita “a becco d’uccello” per chiedere qualcosa.

Questi gesti sono diversi da Paese a Paese e oltretutto sono coscienti, fatti con la precisa volontà di volerli fare e quindi controllabili e molto, molto chiari – quantomeno per chi li esegue.

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[video] Possibile smascherare un bugiardo?

Possiamo in meno di un secondo, capire quale emozione sta provando il nostro interlocutore?
E’ possibile sapere se una persona ci sta mentendo o no?

Sappiamo che chi sta dicendo una bugia si tradirà, con un qualche segnale del corpo. L’inganno si sviluppa non solo attraverso l’atto verbale della menzogna, ma anche attraverso comportamenti tesi ad incidere sulle conoscenze, motivazioni, aspettative dell’interlocutore.

Se vogliamo interpretare questo punto di vista, possiamo dire che l’omissione di informazioni non è tanto una menzogna, quanto un inganno.

La menzogna è un comportamento naturale, e compare molto precocemente nel repertorio comportamentale dell’essere umano, senza che esso sia sottoposto ad uno specifico apprendimento.

Il camuffamento della realtà, è un apprendimento che abbiamo appreso durane la nostra evoluzione, possiamo dire che la menzogna sta all’uomo come il mimetismo agli animali, e se seguiamo il ragionamento di Darwin possiamo affermare che se la menzogna ha resistito fino ad oggi, significa che è funzionale al nostro adattamento.

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Linguaggio del corpo. Come riconoscere i segnali di gradimento e tensione

bodylanguageIl 93% della comunicazione è gestita a livello inconscio, il quale utilizza il suo linguaggio, diverso da quella della parte logica.

Conoscere il suo modo di esprimersi significa avere a disposizione una mappa mentale del nostro interlocutore per orientarci nell’interazione, così facendo, sapremo in tempo reale se quello che stiamo facendo è giusto oppure no.

Iniziamo a comprendere quali sono quindi i vari segnali del corpo denominati di gradimento e tensione.

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Corso Linguaggio del corpo e micro-espressioni facciali

Corso Linguaggio del Corpo e Micro-espressioni


Prossimi incontri: Rieti, 14 e 15 ottobre 2017

espressioniVieni a scoprire vere e proprie tecniche all’avanguardia per svelare gli inganni, con docenti esperti, tra i migliori in Italia.

Formae Mentis è l’unico centro in Italia affiliato a Humintell (USA) del dr. Matsumoto

Per questo corso il pernottamento in Hotel è incluso nel prezzo di iscrizione

Diventa più abile a capire le persone e a scoprire le menzogne. Il linguaggio del corpo permette di decifrare la comunicazione inconscia dei nostri interlocutori, stabilire immediatamente un buon rapport, essere più persuasivi e scoprire che ci sta mentendo. Nessuno mente allo stesso modo, ma ogni bugiardo lascia comunque qualche segnale in grado di scoprirlo, insegnare le microespressioni è il nostro compito.  Continue reading

Tecniche di linguaggio del corpo… sul lavoro

Tra le domande più insistenti che mi arrivano da alcuni giornalisti durante le interviste che ricevo sul linguaggio del corpo (l’ultima la settimana scorsa), ci sono quelle su come usare le tecniche del body-language sul lavoro.

La curiosità più grande dei lettori sembra essere quella di leggere in poche righe di un mensile o settimanale, la ricetta magica per aver successo sul lavoro, piacere al capo, vendere di più e magari sedurre anche la biondina che lavora vicino la loro scrivania.

Questo non è il “linguaggio del corpo”, ma la bacchetta magica.

linguaggio-del-corpo-al-lavoroIntendiamoci, non esiste il linguaggio del corpo sul lavoro, nella seduzione, con il partner, con i collaboratori ecc.

Sono sempre gli stessi gesti non verbali. Continue reading

Riconoscere le menzogne… al telefono

lie-detector-1549429Negli ultimi articoli sul linguaggio del corpo ci siamo concentrati molto sui gesti, in quanto sono macroscopici e facili da notare, per tutti.
Ma se siete tipi “auditivi” potreste essere molto portati per identificare le menzogne anche da come si parla.

Esistono modi per rivelarlo?
Sì, anche se sono più complessi.

Come premessa diciamo che è molto difficile mantenere lo stesso tono di voce quando si sta mentendo.

La voce e soprattutto le corde vocali si caricano di tensione durante una bugia, e il risultato sarà una variazione di tono.
Se usiamo un microfono sensibile, si scopre che NESSUNO sa mentire in modo perfetto con la voce.C’è sempre qualche segnale che tradisce la tensione, anche se può essere impercettibile all’orecchio umano.

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Come relazionarsi con un bugiardo

pinocchio-595453__180Ogni bugiardo va incontro al rischio di essere scoperto, questo può pregiudicare la sua autostima,
oppure le sue credenziali nei confronti di una persona amata o di un collega, sembra che non ci
sia nulla a favore nei confronti di chi mente, ma allora perché mentire?

Una regola fondamentale in proposito dice : si mente nel momento in cui la posta in gioco è alta.
Facciamo il classico esempio del venditore che sottopone una polizza assicurativa al suo cliente,
se la firma di quella polizza prevede per lui ampi guadagni potrebbe esser portato a mentire o
dissimulare alcuni punti del contratto.

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La paralisi dei muscoli facciali per botulino, influenza le risposte dell’amigdala

È stato a lungo ipotizzato che i segnali di feedback dei muscoli facciali influenzano l’esperienza emotiva.

La recente ondata di uso della tossina botulinica (BTX) per indurre paralisi muscolare temporanea offre un’opportunità unica di testare direttamente questa risposta di feedback del viso.

surgeon-1049534__180Oggi riporto una ricerca che mostra la mancanza di feedback dei muscoli facciali interessati, a causa di una paralisi BTX-indotta temporaneamente, e come essa influenzi i rapporti soggettivi di esperienza emotiva, così come l’attività cerebrale associata influenza l’imitazione di espressioni facciali emozionali.

Tuttavia, resta da vedere se tale paralisi muscolare colpisce l’attività cerebrale, in particolare l’amigdala, che è nota per essere sensibile alla percezione delle emozioni negli altri.

Inoltre, non si sa ad oggi se ​​questi cambiamenti neurali sono permanenti o se tornano al loro stato d’origine.

Il presente studio ha cercato di rispondere a queste domande utilizzando la risonanza magnetica per misurare le risposte neurali delle emozioni: rabbia e felicità, e come esse si esprimono nel viso. Continue reading

La comunicazione non verbale. Gesti e scarichi di tensione

figure-367946__180I gesti che tratteremo derivano dal nostro recentissimo passato (in termini geologici) come animali.

Non siamo nati con un linguaggio ben strutturato e in un mondo il cui rischio peggiore era perdere il bus o stare in un palazzo senza campo per il cellulare.
Ci siamo evoluti in un pianeta piuttosto selvaggio e dove i riflessi e i muscoli contavano molto più del senso dell’umorismo e dell’abilità matematica.

La natura ha fornito i mammiferi dotati di un cervello molto complesso, come i primati (e quindi anche noi umani) di una zona specifica, l’amigdala, che serve proprio a poter reagire in modo più rapido e immediato possibile di fronte a una minaccia sconosciuta.

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Sai riconoscere le emozioni universali?

Riconoscere le espressioni facciali in pochi decimi di secondo è possibile e scientificamente dimostrato.

Anche sul mio sito aziendale Formaementis è possibile scegliere uno dei tanti corsi online per esercitarsi al riconoscimento delle microespressioni facciali – vai al link –

Grazie alle ricerche di Ekman e Friesen basate su una ricerca interculturale, sappiamo oggi che le espressioni facciali e la loro interpretazione non cambiano da paese in paese.

Le emozioni sono stati mentali e fisiologici associati a modificazioni psicofisiologiche, a stimoli interni o esterni, naturali o appresi.

In termini evolutivi, o darwiniani, la loro principale funzione consiste nel rendere più efficace la reazione dell’individuo a situazioni in cui si rende necessaria una risposta immediata ai fini della sopravvivenza, reazione che non utilizzi cioè processi cognitivi ed elaborazione cosciente.

Le emozioni rivestono anche una funzione relazionale (comunicazione agli altri delle proprie reazioni psicofisiologiche) e una funzione autoregolativa (comprensione delle proprie modificazioni psicofisiologiche).

Si differenziano quindi dai sentimenti e dagli stati d’animo. (tratto da wikipedia)
Esistono 7 emozioni universali innate per noi tutti, sono: Continue reading

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