Tag: emozioni

Cerchi il punto G?

giornaleVuoi essere più persuasivo? Carismatico? Seducente?

Inizia a pensare a come di solito comunichi con gli altri.
Immagina di stare a parlare con un tuo amico che sembra guardarti con attenzione e si dondola ritmicamente su una sedia, come ti senti?

Ascoltato?
Non credo.

L’esser attenti richiede una postura che faciliti il coinvolgimento, un uso corretto del linguaggio del corpo, un buon contatto visivo, un ambiente che distragga il meno possibile.

Molto viene trasmesso dal modo in cui siamo seduti rispetto a chi parla: ad esempio, se ci troviamo faccia a faccia con il nostro interlocutore, daremo l’idea di essere più interessati piuttosto che trovarci a parlare di profilo.

Dimostreremo di essere più attenti se inclinati leggermente in avanti piuttosto che indietro, o se le mani e le braccia saranno aperte, piuttosto che intrecciate sul corpo. Continue reading

La vita è l’unico gioco in cui lo scopo del gioco è imparare le regole

Oggi vi voglio raccontare una storia che ho scritto sul mio ultimo libro: Perché succede tutto a me? per riflettere su come sia più gratificante e produttivo vivere, chiarendo a noi stessi quali sono i nostri valori e le nostre regole.

Iniziamo.

Tommaso è sempre stato un individuo intraprendente, ha ormai trentuno anni e ha già creato due aziende che fatturano molto, solo quest’anno è riuscito a ricavarne quasi due milioni di euro.

Ha una laurea, delle belle auto e sempre circondato da ragazze bellissime.

La sera ama passeggiare sul balcone della sua villa, bere un cognac da solo, e in tranquillità fare il punto della giornata.

Una volta gli venne a far visita il suo migliore amico, passeggiarono insieme in quell’immenso balcone e ad un tratto l’amico gli chiese quale fosse la formula del suo successo.

Tommaso cambiò immediatamente espressione, sembrava quasi esser diventato triste.

Il suo amico ha questo punto si preoccupò e iniziò a chiedere cosa fosse successo: forse un problema nella sua famiglia?

La madre era anziana e le potrebbe esser successo qualcosa, dopotutto lui ha sempre detto di esser attaccato ancora morbosamente a lei.
O forse era andato male qualche affare?
In tal caso non c’era poi da preoccuparsi molto.

Lui lo guardò quasi stupito e disse che non c’era niente che non andasse, l’unica cosa che cortesemente chiese era di non chiamarlo una “persona di successo”. Continue reading

6 regole per vivere felici

L’uomo è nato per soffrire…. e ci riesce benissimo!
Recitava cosi il buon Gervaso qualche anno fa.

Anche se navigassimo nell’oro, troveremmo comunque qualcosa di cui lamentarci!
E’ nella natura stessa dell’uomo.

Dostoevskij scrisse che l’uomo, come tale non può avere felicità duratura.

Anche se avesse ogni bene fino al punto che non gli resti più che mangiare, dormire e riprodursi, in quello stesso istante comunque si procurerà qualcosa di dannoso.
Solo per aggiungere nella sua vita un tocco di malessere.

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Perché le persone che vanno d’accordo, si comportano in modo simile?

Hai mai notato che le persone che vanno d’accordo si comportano in modo simile?

Questo modo d’agire vale per tutte le specie sociali, e in noi esseri umani è certe volte più accentuato.
Pensa ai gruppi di amici, se li osservi vedrai che camminano a una velocità simile, e spesso anche in modo simile.

Assumono lo stesso ritmo, lo stesso linguaggio del corpo, a volte anche gli stessi abiti.

Per esempio i gruppi di giovani come i dark o i punk.
Negli anni ’80 la “divisa” diventava la carta d’identità, per cui si trovavano gruppi di metallari, paninari, skinhead e altre mode del genere.
Oltre alla “divisa”, anche il linguaggio e il modo di comportarsi era simile.

Quando qualcuno si comporta come noi, ci sentiamo simili a lui, e lo troviamo simpatico “a pelle”.
Questo perché, essendo animali sociali, ci basiamo per primo sull’aspetto e il modo di agire dell’altro per considerare le nostre reazioni.

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La paralisi dei muscoli facciali per botulino, influenza le risposte dell’amigdala

È stato a lungo ipotizzato che i segnali di feedback dei muscoli facciali influenzano l’esperienza emotiva.

La recente ondata di uso della tossina botulinica (BTX) per indurre paralisi muscolare temporanea offre un’opportunità unica di testare direttamente questa risposta di feedback del viso.

Oggi riporto una ricerca che mostra la mancanza di feedback dei muscoli facciali interessati, a causa di una paralisi BTX-indotta temporaneamente, e come essa influenzi i rapporti soggettivi di esperienza emotiva, così come l’attività cerebrale associata influenza l’imitazione di espressioni facciali emozionali.

Tuttavia, resta da vedere se tale paralisi muscolare colpisce l’attività cerebrale, in particolare l’amigdala, che è nota per essere sensibile alla percezione delle emozioni negli altri.

Inoltre, non si sa ad oggi se ​​questi cambiamenti neurali sono permanenti o se tornano al loro stato d’origine.

Il presente studio ha cercato di rispondere a queste domande utilizzando la risonanza magnetica per misurare le risposte neurali delle emozioni: rabbia e felicità, e come esse si esprimono nel viso. Continue reading

La causa più frequente di shopping selvaggio

Oggi vi voglio raccontare una storia che ho scritto sul mio ultimo libro: Perché succede tutto a me? per riflettere su come è possibile fare shopping in modo ossessivo  senza neanche rendersene conto.

Iniziamo.

Sara ha deciso di rinnovare il suo guardaroba, ormai è da troppo tempo che mette sempre gli stessi vestiti, è giunta l’ora di acquistare qualcosa di nuovo.

Oggi è mercoledì, sa che nel pomeriggio avrà una pausa lavoro di tre ore, ha quindi deciso che ne approfitterà per comprarsi qualcosa.

Guarda distrattamente il suo armadio e scopre di aver parecchi jeans e maglioni di colore rosso.

Il rosso le è sempre piaciuto e alcuni di quei maglioni erano ancora nuovi, bisognava acquistare altri indumenti, ma di certo alcuni non si potevano buttare via, così su due piedi decise di andare a fare shopping.
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Una voce ricca di modulazioni denota una ricca vita interiore

Per enfatizzare una parola o un concetto è utile saper modulare il tono della voce: una voce ricca di modulazioni denota una ricca vita interiore; al contrario, persone che usano prevalentemente un solo tono di voce sono generalmente individui dalla personalità più limitata.

Il tono della voce assume un significato importante nella comunicazione. Prendiamo ad esempio uno studente che vuol chiedere, durante la riunione dei professori, come procede la sua preparazione:

1.Il primo insegnante risponde: “Niente male” (con un tono deluso e sfiduciato)
2.Il secondo risponde: “Niente male” (con un tono incoraggiante, ma non ancora appagato)
3.Il terzo insegnante risponde: “Niente male” (con un tono ottimista e fiducioso)

Sebbene i tre insegnanti utilizzino la stessa espressione linguistica, il ragazzo riceve tre messaggi differenti, a seconda del tono della voce.
Nel primo caso i risultati scolastici sono definiti mediocri, nel secondo quasi sufficienti, nel terzo ottimi. Continue reading

Le parole dell’empatia

L’empatia si attua con parole specifiche, positive e incoraggianti.

Immaginiamo di essere in uno stato d’animo alterato, ad esempio adirati, depressi, oppure malinconici: l’ultima cosa che vorremmo sentirci dire da qualcuno quando siamo in questo stato è “non dovresti sentirti così”, o anche “perché ti senti così?”.

Queste parole non farebbero altro che approfondire lo stato negativo sul quale lo stato d’animo poggia, creando frasi non empatiche, per niente incoraggianti e positive.

Chi conosce la tecnica dell’ascolto empatico non si esprime con frasi del genere; inoltre, altra cosa che eviterebbe è il NON dare soluzioni per l’interlocutore, semmai lo aiuta a trovarle da solo.

Ci si sente più motivati ad agire se si decide in prima persona.

L’ascolto attivo crea in chi lo attua un comportamento che incoraggia, esorta l’altro a parlare, facendolo sentire veramente ascoltato, ma oltre ad evocare sensazioni positive deve anche esser rafforzato al livello del linguaggio non verbale, con dei silenzi, domande fatte per capire meglio, postura e riepilogo delle cose più importanti. Continue reading

© 2018 FABIO PANDISCIA

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