Sei un procrastinatore? Qualche consiglio per smettere

Una ricerca olandese (vedi il link) dice che il 95% delle persone sono procrastinators cronici.
E allora mi domando, il restante 5% cosa sono?
 

Bugiardi?

E’ una domanda lecita, in effetti TUTTI procrastiniamo, solo che ad alcuni riesce meglio di altri.
Tutti abbiamo i nostri piccoli motivi per procrastinare, le scuse che diciamo a noi stessi sono tante:
  • “Ho questo progetto di lavoro in questo momento, però prima, dovevo assolutamente finire quel puzzle che mi porto dietro da tempo.”
  • “Le mie tasse scadono domani, però mi conviene prima pulire la cucina; c’è un disastro totale”
  • “Devo pubblicare questo articolo. Ma prima, mi vedo la mia puntata preferita in TV “


E possiamo continuare all’infinito, è come essere su un treno in corsa chiamato “procrastinazione” dal quale non ci conviene scendere perchè in qualche modo ci fa restare in quella che viene comunemente chiamata “zona di comfort“.

Fino a quando dura questa corsa?

Beh è facile dirlo, fino a quando ci troviamo faccia a faccia con la scadenza e decidiamo di scendere dal treno per fare ciò che deve esser fatto, ma non è il momento migliore per farlo.

Stress, mancanza di tempo, il non avere un’altra occasione perché magari le altre date per fare ciò che andava fatto ce le siamo già giocate, non ci permettono di fare serenamente il nostro lavoro.

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Sono argomenti che abbiamo già trattato nelle nostre newsletter precedenti, ricordi?
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Tutto ciò ti suona familiare? Esistono alcuni metodi per superare la procrastinazione?
Certamente, vediamone alcuni.

 

 METODO 1: Non è importante esser preparati, ma esser pronti.

Alcune persone sono perfezioniste, tutto deve esser fatto bene e scrupolosamente.

A prima vista “tendere alla perfezione” potrebbe esser una cosa positiva, ma il più delle volte è limitante, e il procrastinare non sottende altro che una paura inconscia di fallire.
Non si inizia un compito perchè magari siamo li ad aspettare il momento buono.
Ma quando è il momento buono?
La risposta la conosciamo: sempre… o mai!

Le persone più indecise su questo punto di vista, sono le persone che rientrano nella tipologia 6 dell’enneagramma.
Per chi conosce questo enneatipo sa che per queste persone tutto deve esser perfetto e preciso prima di iniziare una cosa.
Porto un esempio di una ragazza che ho conosciuto tempo fa.

Mi raccontava spesso che voleva sposarsi a breve ed aver figli, però, prima doveva aspettare di laurearsi, avere una bella somma in banca perchè nella vita non si sa mai cosa possa accadere, avere una casa di proprietà, un buon lavoro e dei genitori in salute pronti ad occuparsi dei nipotini.

Forse alcune di queste cose si potevano anche realizzare a breve, ma non c’era possibilità che si realizzassero tutte insieme.
In questo caso quanto saranno le probabilità di procrastinare?
 

Cosa possiamo fare quando ci accorgiamo che stiamo solo procrastinando?

Innanzitutto ricordare a noi stessi che non siamo perfetti, magari con qualche frase ad effetto, che rinforzi questa credenza durante i momenti più critici.
Ribadiamo a noi stessi alcuni concetti fondamentali per vivere meglio:

  • Prendiamo coscienza che la cosa più importante che ci trattiene dal compiere le cose è l’attaccamento ossessivo alla perfezione.
  • Prendiamo coscienza che sono solo dei momenti in cui si ha paura di quello che potrebbe accadere se non si riesce a far qualcosa (cosa direbbero gli altri? Cosa dirò a me stesso? ecc.) ma non è scritto da nessuna parte che andrà a finir male, è solo una nostra supposizione.
  • Non si può mai essere pienamente  preparati  per qualsiasi cosa nella vita. Ma si può sempre essere  pronti

E l’ultimo punto può esser un ottimo spunto per scriversi questa frase ovunque può cadere l’occhio durante la giornata (sull’aletta parasole della nostra auto, sullo specchio del nostro bagno, ecc: “Non sono mai preparato, ma sono sempre pronto.”

 

 

METODO 2: Non sopravvalutarti. Non sei onnipotente

A volte sopravvalutiamo le nostre capacità.
Ci impegniamo per eventi a  tre mesi da oggi , pensando che avremo più tempo libero a marzo di quanto ne abbiamo nel mese di gennaio.
Ci lasciamo guidare a volte dall’euforia del momento, ma lo sappiamo già come andrà a finire.
Non è un caso che i “buoni propositi” li facciamo verso la fine dell’anno, (l’anno prossimo smetterò di fumare, da gennaio mi metterò a dieta, ecc) peccato però che arrivati all’Epifania, li abbiamo già dimenticati.
Qualsiasi obiettivo viene fissato con questi buoni propositi, è destinato a fallire, proprio perchè alla base non ha nessun serio piano d’azione.

METODO 3: Non aver paura di dire di NO.

Non abbiate paura di dire di no, per concentrarvi sui vostri obiettivi.

E’ un suggerimento che andrebbe fatto più alle donne, perchè riescono a tenere ogni cosa sotto controllo meglio di come farebbe un uomo.

Non per niente sono più multitasking dell’uomo. - Ne abbiamo già parlato qui -

Però fare più cose contemporaneamente non è un modo efficace di operare, perché il cervello non può concentrarsi su più variabili allo stesso tempo. Dunque, una sola cosa alla volta e, possibilmente, la più importante.

 

METODO 4: Meglio delegare

Quando possibile, delegare.

Riorganizzare il tempo per sviluppare modi più efficaci di lavorare e, soprattutto, per delegare il più possibile.

Magari, le cose non saranno perfette come vorremmo, ma avremo più tempo per noi e, con la pratica, anche chi ci aiuta imparerà a crescere.

 

 

METODO 5: Focalizzarsi sull’obiettivo 

I procrastinatori non restano mai con le mani in mano, anzi, tendono ad evitare di fare un compito sostituendolo con un’altra attività,  molto raramente li troviamo fermi. Ma è un movimento che tende a non focalizzarsi e qualsiasi cosa, anche la più inutile può portare via energia vitale.

Un buon esercizio?

Individua quale è il tuo obiettivo  più importante per  domani  mattina e metti da parte 60 minuti del tuo tempo.


Nessuna e-mail.
No smartphone.
No Facebook o wi-fi se non necessario.

E’ il momento in cui sei nel qui ed ora. Metti a fuoco il compito e …. buon lavoro!

P.S. Fammi poi sapere come è andata, magari lasciandomi un commento qui sotto e…. se ti è piaciuto l’articolo, condividilo!

 

2 Comments

  1. Ciao Fabio ottimo articolo. Vorrei solo sottolineare che spesso a bloccare l’azione è la paura di sbagliare, di andare incontro a qualcosa di nuovo anche a prescindere dal perfezionismo.

  2. fabio Pandiscia

    7 gennaio 2016 at 18:49

    Grazie.
    Hai ragione, è un’altro blocco che interviene spesso :)

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© 2019 FABIO PANDISCIA

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