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Linguaggio del corpo: La stretta di mano

Ho dedicato già dei post su questo argomento - vedi qui - sappiamo bene che quando diamo la mano, la stretta deve essere paritaria, cioè tutti e due dobbiamo essere sullo stesso piano per non risultare nè dominanti nè sottomessi.

Oggi andiamo un pò più nello specifico, grazie anche all’aiuto che possiamo avere da un breve video che ho avuto il piacere di realizzare durante una mia intervista qualche giorno fa sul canale sky 852.

Ogni volta che il palmo è rivolto verso il basso, vuol dire che chi sta portando la stretta di mano in quel modo, vuole dominare la conversazione.

Possiamo però notare delle varianti, ad esempio possiamo stringere con tutte e due le nostre mani, la mano dell’altra persona (vedi foto sotto).

Questo è un gesto di affetto, di empatia, di esser felici dell’incontro che facciamo. Un gesto tipico se vogliamo, di alcuni sacerdoti.
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Voglio fare il coach. Quale è la normativa?

Questo articolo lo avevo in qualche modo già pubblicato qualche mese fa sul mio sito aziendale formaementis, ma viste le telefonate delle ultime settimane di persone che ancora non hanno ben capito quale è la normativa vigente a riguardo, ho ritenuto importante postarlo anche sul mio blog personale per portare un pò di chiarezza (se possiamo definirla cosi) sull’argomento.

La formazione ormai lo sappiamo, segue la moda del momento.

Negli anni ‘80 la PNL era richiesta come il pane e fiorivano corsi di questo tipo un po’ dappertutto, oggi la febbre da PNL si è un po’ attenuata.

Da pochi anni è invece scattata la mania del linguaggio del corpo, grazie a film come Lie to me e The Mentalist, abbiamo visto riempire le aule di persone alla ricerca del significato di quel singolo gesto per smascherare i bugiardi e truffatori.

Oggi stanno fiorendo nuove mode (non è che in passato non ce ne siano state, ma dal 2013 la domanda ho notato sta salendo) come il coaching e il counselor che si prefiggono il benessere psicologico del cliente.

Occupandomi di formazione ricevo almeno una o due telefonate a settimana di persone che vogliono diventare coach o counselor (a volte confondono questi due termini, non sapendo che indicano due figure professionali distinte), e dalle domande che ricevo ho capito solo una cosa: nessuno ha chiaro in testa cosa deve fare.

Ovvio che se non sai con precisione dove stai andando, molto probabilmente andrai da qualche parte, ma di certo non verso la mèta che ti sei prefissato, quindi ho voluto scrivere questo post per far capire meglio la realtà di queste figure professionali. Continue reading

La paralisi dei muscoli facciali per botulino, influenza le risposte dell’amigdala

È stato a lungo ipotizzato che i segnali di feedback dei muscoli facciali influenzano l’esperienza emotiva.

La recente ondata di uso della tossina botulinica (BTX) per indurre paralisi muscolare temporanea offre un’opportunità unica di testare direttamente questa risposta di feedback del viso.

surgeon-1049534__180Oggi riporto una ricerca che mostra la mancanza di feedback dei muscoli facciali interessati, a causa di una paralisi BTX-indotta temporaneamente, e come essa influenzi i rapporti soggettivi di esperienza emotiva, così come l’attività cerebrale associata influenza l’imitazione di espressioni facciali emozionali.

Tuttavia, resta da vedere se tale paralisi muscolare colpisce l’attività cerebrale, in particolare l’amigdala, che è nota per essere sensibile alla percezione delle emozioni negli altri.

Inoltre, non si sa ad oggi se ​​questi cambiamenti neurali sono permanenti o se tornano al loro stato d’origine.

Il presente studio ha cercato di rispondere a queste domande utilizzando la risonanza magnetica per misurare le risposte neurali delle emozioni: rabbia e felicità, e come esse si esprimono nel viso. Continue reading

Il premio per una cosa ben fatta è l’averla fatta

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Come ottenere ciò che vuoi

Oggi andiamo subito sul pratico, con qualche consiglio preso dal mio libro di coaching: ”Come ottenere ciò che vuoi ” – edizioni franco angeli.

Quando ti trovi di fronte a qualcosa di difficile, a una situazione che non vorresti, chiediti queste cose:

• cosa può significare in realtà, oltre a quello che penso adesso? (non pensare in chiave negativa ma positiva!)
• Come posso imparare qualcosa da esso? (ad esempio, come evitarlo in futuro!)
• Cosa mi servirebbe per uscire da questa situazione? (un amico, coraggio, forza ecc.)

Quando siamo piccoli vediamo che gli adulti camminano.
Decidiamo di provare anche noi. Cadiamo.
E cadiamo.
E ancora, e ancora e ancora, perché alla fine impariamo? Continue reading

Quali sono i tuoi sogni?

pensieroPensa a quali sono i tuoi sogni.  A quanto tempo dedichi ad essi.
A quante cose vorresti realizzare e non realizzi.

E chiediti soprattutto PERCHE’ non lo fai.

Tanti grandi uomini e donne ci hanno insegnato che credendoci, TUTTO E’ POSSIBILE.
Un uomo che sapeva solo disegnare un topo ha creato un impero durante il dopoguerra.

Cosa puoi fare TU? Hai delle doti, ma per vari motivi non le hai mai sfruttate.
Cosa stai aspettando?

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La causa più frequente di shopping selvaggio

Oggi vi voglio raccontare una storia che ho scritto sul mio ultimo libro: Perché succede tutto a me? per riflettere su come è possibile fare shopping in modo ossessivo  senza neanche rendersene conto.

Iniziamo.

bag-15841__180Sara ha deciso di rinnovare il suo guardaroba, ormai è da troppo tempo che mette sempre gli stessi vestiti, è giunta l’ora di acquistare qualcosa di nuovo.

Oggi è mercoledì, sa che nel pomeriggio avrà una pausa lavoro di tre ore, ha quindi deciso che ne approfitterà per comprarsi qualcosa.

Guarda distrattamente il suo armadio e scopre di aver parecchi jeans e maglioni di colore rosso.

Il rosso le è sempre piaciuto e alcuni di quei maglioni erano ancora nuovi, bisognava acquistare altri indumenti, ma di certo alcuni non si potevano buttare via, così su due piedi decise di andare a fare shopping.
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Come interpretare i gesti e la comunicazione non verbale

its-ok-by-me-1436037Ormai se segui questo blog da un pò di tempo, sai già che ogni singolo gesto, non significa assolutamente nulla.

I gesti li possiamo dividere in: volontari e involontari. I primi, quelli volontari, sono detti ACQUISITI, in quanto abbiamo imparato a farli guardando gli altri e riproducendo, in modo COSCIENTE, quel che facevano le altre persone.

Esempi del nostro Paese sono il gesto dell’OK oppure le corna, o anche le dita “a becco d’uccello” per chiedere qualcosa.

Questi gesti sono diversi da Paese a Paese e oltretutto sono coscienti, fatti con la precisa volontà di volerli fare e quindi controllabili e molto, molto chiari – quantomeno per chi li esegue.

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Timido o estroverso? Questione di atteggiamento mentale

Oggi vi voglio raccontare una storia che ho scritto sul mio ultimo libro: Perché succede tutto a me? per riflettere su un argomento che ho sempre ritenuto molto importante nella mia vita: l’atteggiamento mentale.

Iniziamo.

boy-1087958__180Tony è sempre stato un ragazzo timido, glielo diceva sempre la madre fin da piccolo: “Sei proprio timido, piccolo mio”.

Oggi è il suo compleanno compie venticinque anni, ma è rimasto con la convinzione di essere un timido e, se lo dimentica, ci pensano gli amici a ricordarglielo, ma questa sera ha voglia di cambiare.

 

Basta!
Ormai ha venticinque ed è ora di farsi avanti se vuole conoscere una bella ragazza.

Stasera andrà ad una festa con i suoi amici e cascasse il mondo, ha deciso di non andarsene senza aver conosciuto almeno una sua coetanea.

Sta per entrare nel locale, la musica è alta e il locale è pieno, non ha che l’imbarazzo della scelta, stasera si sente fortunato. Continue reading

Esci dalle tue trappole mentali

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Oggi vi voglio raccontare una storia che ho scritto sul mio ultimo libro: Perché succede tutto a me? per riflettere su un argomento che ho sempre ritenuto molto importante nella mia vita: l’atteggiamento mentale.

Iniziamo.

E’ una bella mattina di giugno, suona la sveglia e Silvia allunga una mano per spegnerla.

Tristemente apre un occhio per sincerarsi dell’ora e poi sbuffando pensa: “Oh no! Già sono le sette”.

Non ha chiuso occhio tutta la notte, l’ansia per l’esame di neurofisiologia la stava divorando già da una settimana.

Le parole che ormai da troppi giorni occupano la sua mente sono: “stavolta non devo prendere un brutto voto.
Stavolta non devo fare scena muta come è successo l’ultima volta.
Stavolta non mi farò prendere dall’ansia”. Continue reading

Quale è il tuo senso preferito?

pensieroSono molti i fattori che intervengono in una persona per farle raffigurare le cose partendo da uno stato d’animo.
Imitazioni di modelli familiari, situazioni del passato, credenze, atteggiamenti, ma anche i valori e le esperienze condizionano le rappresentazioni interne che ognuno di noi si fa.

Ciascun individuo interpreta la realtà attraverso vari filtri, tra questi troviamo i famosi sistemi rappresentazionali. Essi sono:

  •  immagini (Visivo)
  •  suoni (Auditivo)
  •  emozioni (Cinestesico)

In genere in ogni persona prevale uno dei tre sistemi e per essere efficaci nella comunicazione è importante individuare la modalità attraverso la quale noi ed i nostri clienti/interlocutori interpretiamo e rappresentiamo la realtà. Continue reading

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