Come potrebbero crescere i nostri figli lontano dalla tecnologia?

Tablet, smartphone, videogiochi e televisione: nel mondo di oggi i bambini, anche quelli piccolissimi, fanno ogni giorno i conti con la tecnologia.

Questi strumenti sono diventanti fondamentali e siamo convinti di non poterne fare a meno. Ma ne siamo veramente sicuri?

Ormai è normale vedere i bimbi giocare con il cellulare, lo vedo anche a casa mia, mia figlia di quasi 4 anni quando accende il mio tablet sembra usarlo meglio di me, e per fortuna lo prende solo pochi minuti al giorno (e di nascosto).

Ma come sarebbe l’infanzia di un bimbo se non ci fosse tutto questo?

 

Questa domanda ha deciso di farsela Niki Boon, una brava fotografa nata e cresciuta in Nuova Zelanda, ma anche una mamma, che ha deciso di regalare ai suoi figli un’infanzia diversa da tutti gli altri.

Come? Semplice, abolendo la tecnologia e lasciandoli liberi di vivere nella natura.

Niki Boon è cresciuta in una fattoria della Nuova Zelanda e per i suoi figli ha voluto replicare la spensierata infanzia lontana dall’artificiosità moderna; senza pc, telefonini e tv, i figli di Niki possono vivere a contatto con la natura e stimolare la creatività con la realtà che li circonda.5

Così Niki Boon descrive su Instagram i suoi quattro bambini.

Sono cresciuti nella natura sotto il cielo della Nuova Zelanda, lontani dalla tecnologia.

Niente videogiochi, cartoni animati, tablet.

Da mamma, dice che così i suoi figli vivono meglio e sono  sereni. Da fotografa, ha scelto di ritrarli in ogni aspetto della loro vita a contatto con gli animali e con la terra.

 

Childhood in the Raw

 

Ne è nato un progetto, “Childhood in the Raw”, che ha fatto il giro del mondo e racconta questa scelta.

Nelle foto in bianco e nero i bambini vengono ritratti alle prese con gli animali della fattoria, le verdure dell’orto e tanti giochi.

L’assenza di dispositivi elettronici stimola la loro fantasia e li spinge a cercare sempre qualcosa di nuovo e divertente da fare, fra lotte nel fango e tuffi nel mare.

1“Wild and free”, così Niki Boon descrive i suoi figli, che non hanno smartphone o tablet, ma stivali di gomma, bambole di pezza e sorrisi radiosi.

Nelle foto i bambini sono felici e si divertono, scoprendo il mondo che hanno attorno senza paura.

Secondo la fotografa questo stile di vita ha reso i piccoli migliori, non solo sono uniti fra di loro, ma anche molto più sereni.

Per la fotografa è “un modo di ricordare la bellezza e l’importanza delle piccole cose quotidiane”.

“In un primo momento, le foto sono state fatte per i miei figli, per i loro ricordi e i loro album – ha svelato la donna -.

Quando ho iniziato a condividerle sui social, molte persone mi hanno scritto per dirmi quanto fossero in sintonia con le mie foto, e amassero il senso di libertà, innocenza e meraviglia che hanno visto nelle foto stesse…quindi è bello sapere che in qualche modo anche gli altri sono connessi con loro”.

Le foto di Niki sono visitabili anche a questo sito, che contiene una sua intervista: http://www.spettakolo.it/2016/10/11/niki-boon-la-fotografa-rivoluzionato-modo-guardare-mondo-intervista/