Come sviluppare il nostro focus mentale

Per poter raggiungere i nostri obiettivi è fondamentale sapere che la focalizzazione sul risultato permetterà al nostro cervello di attingere costantemente al potenziale che abbiamo a nostra disposizione.

Se è la prima volta che leggi questo blog puoi approfondire quanto abbiamo già detto sul potenziale umano andando a leggere qualche vecchio post oppure vai ad ascoltare il podcast sull’argomento - clicca qui per ascoltare il podcast sul potenziale umano –

Molto spesso ci illudiamo di agire, esistono persone che dicono a loro stesse frasi del tipo: «Sono molto impegnato oggi, quindi faccio progressi», oppure «Nessuno apprezza quanto realmente faccio», «Ho talmente tanto da fare che non posso fermarmi».

Parla così chi crede di agire, ma in realtà non fa altro che procrastinare.

Appartengono a questa classe anche tutte quelle persone che, invece di ripassare un esame, trascorrono ore e ore per scrivere solo un programma di studio o un programma di ripasso, per poi dirsi «Accidenti come vola il tempo!»

Di certo invece di trascorrere tanto tempo su come fare un programma, ne potevano risparmiare altrettanto passando direttamente allo studio.

Spesso sprechiamo troppa energia nel non fare un’azione rispetto a quanta ne serva per farla, mentre il decidere dove focalizzare la nostra attenzione non ci permetterà di distrarci su altre attività marginali.

Uno degli assiomi più famosi della psicologia della Gestalt dice: «Il tutto è più della somma delle singole parti» ed è particolarmente vero per quanto riguarda la gestione del nostro focus mentale.

 

Il presente non è un potenziale passato, è il momento della scelta e dell'azione - S. de Beauvoir Condividi il Tweet

 

Campo visivo

Molte volte guardiamo una scena, oppure pensiamo ad un obiettivo da raggiungere restringendo il nostro “campo visivo” a singole porzioni dell’elemento in questione.

La Psicologia della Gestalt ci aiuta in questi casi suggerendoci di attuare quella che viene chiamata “ristrutturazione del campo”, che altro non è che un modo diverso di vedere le cose.

Faccio un esempio: immaginiamo di aver comprato una nuova auto.

Parcheggiandola, notiamo un piccolo graffio sul paraurti.
Se ci focalizziamo solo su quel piccolo graffio, cioè se restringiamo il nostro campo visivo solo su quella porzione di auto, non noteremo più il resto.

Potremmo avere davanti a noi la più bella auto del mondo, ma quel graffio è tutto ciò che noteremo e vanificherà tutto il resto.

 

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Un altro esempio che mi viene in mente riguarda una esperienza personale di qualche fa, mentre mi trovavo in vacanza a Palma de Maiorca.

All’aeroporto di Fiumicino la mia valigia è stata smarrita, quindi sono arrivato a Palma de Maiorca con il solo bagaglio a mano.

Una vera seccatura, ma sapevo che se mi fossi concentrato solo su quel dettaglio avrei finito con il rovinarmi la vacanza.

 

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Decisi di comportarmi diversamente, focalizzandomi non su quello che avevo perso, ma su quello che potevo fare per gustarmi al massimo la mia permanenza sull’isola.

Dopotutto qualche vestito si può sempre comprare, l’albergo era già pagato, che bisogno c’era di prendersela per una valigia che non è mai arrivata?

La mia ragazza non era dello stesso parere, anzi mi disse chiaramente che non concepiva come io potessi vivere degli stati d’animo rilassanti, divertenti, tipici di chi è in vacanza.

Iniziai a domandarmi perché si stesse comportando in maniera cosi nervosa, dopotutto il bagaglio perso era il mio, non il suo.

Così, dopo averle fatto varie domande mi ha confessato che nella sua valigia molte cose non entravano più e, a mia insaputa, aveva messo nel mio bagaglio alcune sue scarpe e vari flaconi di doposole.

È stata un’esperienza singolare, perché in quell’occasione ho constatato (anche se il mio cervello non riesce ancora a comprenderlo) quanto può significare per una donna un paio di scarpe.

Il suo focus mentale era completamente assorbito dalle scarpe smarrite, e le stava rovinando tutta la vacanza.

Il mio focus era invece sulla vacanza, sul sole che splendeva sul magnifico mare delle Baleari e sui pochi, ma sufficienti euro che mi erano rimasti in tasca e quindi, anche se non avevo un’intera valigia, ero felice.

Questa esperienza mi ha fatto comprendere meglio uno degli assiomi più importanti della PNL, cioè che due persone possono condividere la stessa esperienza, ma la possono vivere emotivamente in modo del tutto differente.

La psicoterapia consiste semplicemente nella liberazione di capacità già presenti allo stato latente. In altri termini, implica che il cliente possegga, potenzialmente, la competenza necessaria alla soluzione dei suoi problemi.
Carl Rogers, Psicoterapia e relazioni umane, 1965

Riprendendo l’esempio dell’auto, è probabile che se qualcuno ci chiederà se siamo soddisfatti del nostro acquisto risponderemo con una nota di amarezza, perché quel graffio ci turba molto, ma se «Il tutto è più della somma delle singole parti» ricordiamoci che, quando osserviamo qualcosa, è solo una porzione di realtà quella che stiamo guardando, non è la realtà stessa.

Lo stesso procedimento ovviamente funziona anche al contrario, cioè quando ci concentriamo su qualcosa di bello e positivo tenderemo a non “guardare” – o per lo meno a sottovalutare – quello che di negativo abbiamo intorno.

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Comunicare bene

Mi ricorderò sempre che un giorno, tornando da una giornata di lavoro in cui avevo vissuto delle situazioni non troppo piacevoli anzi al limite della sopportazione (non mi sono fatto mancare nulla: contratti disdetti, licenziamenti in corso e una bella verifica del sistema qualità), quando ho aperto la porta di casa mi aspettava la mia ragazza (all’epoca non eravamo ancora sposati) sorridente, con la prima copia uscita del mio primo libro: “Comunicare bene. La comunicazione come forma mentis”.

Immediatamente, la mia ragazza con il libro è stata la cornice sulla quale mi sono focalizzato.

Mi sono tornati in mente gli anni passati insieme a trovare il materiale per quel libro, le notti trascorse a scrivere sul pc, i pomeriggi estivi in biblioteca, le ore che lei ha trascorso curando le varie vignette e i disegni presenti qua e là nei vari capitoli.

Mi sono tornati alla mente i weekend passati in corsi di formazione sul linguaggio del corpo del dr. Pacori, o quelli trascorsi nei migliori istituti di PNL e Gestalt; le ristrutturazioni personali fatte con il dr. Benemeglio a Roma per riuscire a capire meglio su me stesso come “funzionava” l’inconscio, applicando la psicologia analogica e la sua rivoluzionaria teoria del simbolismo comunicazionale.

In quel momento tutte queste immagini avevano un ordine, sono servite ad uno scopo: la realizzazione di un libro, una grande soddisfazione, una grande gioia che potevo condividere con la mia compagna.

Tutto ad un tratto erano scomparsi i problemi della giornata, quella era la nuova cornice attraverso la quale guardavo la realtà e ha talmente influenzato tutto il resto, che mi sembrava di vivere una giornata magnifica.

È stata una lezione importante, perché ancora una volta ho dimostrato a me stesso che quello su cui ci focalizziamo diventa la nostra realtà, così come per ogni domanda che ci facciamo, il nostro cervello trova una risposta.

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Il nostro cervello è stato “programmato” per dare risposte

A quanti è capitato, trascorrendo una serata con amici, di parlare di quella particolare persona o di quel particolare luogo e non ricordarne il nome?

Quasi ci arrabbiamo con noi stessi in questi casi: il nome lo abbiamo sulla punta della lingua, lo conosciamo, ma in quel momento chissà per quale motivo non ci viene in mente.

In questi casi, dopo un po’ decidiamo di non pensare più a quel nome e cambiamo discorso.

Magari a distanza di qualche ora o addirittura il giorno dopo, qualcosa ci fa ricordare immediatamente quel nome o quel luogo a cui però avevamo smesso di pensare da ore.

Questo significa che ogni volta che ci facciamo una domanda, il nostro cervello cerca una risposta; se non la trova subito ci permette di fare e pensare ad altro, ma inconsciamente continua comunque a lavorare per trovare una risposta alla domanda che gli abbiamo fatto, continua quindi a restare focalizzato sulla domanda.

 

La nostra mente risponde praticamente a qualsiasi domanda noi le facciamo

È importante saper riconoscere questo, perché il come comunichiamo con noi stessi potrebbe influenzare i nostri risultati: se ci domandiamo cosa c’è che non va in noi, di certo il nostro cervello ci risponderà in mille modi (troppo grasso, troppo magro, troppi vizi, ecc.) tutti negativi.

Allo stesso modo se ci domandiamo: cosa c’è di bello in noi?
Otterremo risposte positive.

Attenzione, non voglio dire che non bisogna guardare i problemi o ignorarli del tutto: se esistono delle situazioni da risolvere (generalmente preferisco usare il termine “situazioni da risolvere” piuttosto che “problemi”) è bene affrontarle e risolverle, ma se ci focalizziamo solo sul problema, difficilmente andremo a raggiungere i nostri obiettivi e, se è vero che la qualità della nostra vita è direttamente proporzionata alla qualità di emozioni che andiamo a vivere, è importante farsi le domande giuste.

Il dilemma principale dei problemi è che ci costringono a pensare da una posizione di perdita, piuttosto che da una di risorse.

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Esercizio:  “Cerca e troverai”

Ti invito a fare con un amico questo piccolo esercizio: fai guardare al tuo amico l’ambiente che avete intorno per almeno dieci secondi chiedendogli di notare qualunque cosa che sia di colore verde.

Fallo guardare con attenzione, poi chiedigli di chiudere gli occhi e di elencarti tutte le cose che ha notato di colore…. Rosso.

Noterai che al momento non saprà risponderti anche se davanti a lui ci sono molte cose di colore rosso.
Questo accade perché la mente si focalizza su ciò che cerca, ignorando il resto.

Come dice una famosa frase: “cerca e troverai”.

 

Focus mentale

Farsi le domande giuste ci permette di focalizzarci nella maniera giusta, permettimi di farti una domanda: cosa in questo momento ti fa sentire soddisfatto?

Forse per alcuni la risposta è “niente!”, se anche per te la risposta è “niente” insisti, continua a domandarti cosa in questo momento ti fa sentire soddisfatto nella tua vita.

Pensa a tutte quelle cose che ti hanno lasciato soddisfatto: il titolo di studio, la nascita di un figlio, un buon affare concluso bene, l’acquisto della nuova auto o della nuova casa, oppure il riuscire a far sorridere un bimbo.

Non importa cosa ti rende soddisfatto, ma su cosa ti stai effettivamente concentrando: stati d’animo potenzianti, sensazioni positive.

Nota ancora una cosa: come stai respirando in questo momento?
In che posizioni ti trovi?

Forse eri seduto con le spalle basse e pensare a queste cose ti ha fatto immediatamente sollevare il petto e raddrizzare la schiena?

Nel momento in cui hai rivissuto sensazioni piacevoli come è cambiata l’espressione del tuo viso?

Stessa cosa puoi farla per la sensazione: felicità, oppure per quanto riguarda la gratitudine, dicendoti frasi del tipo: “Di cosa sono veramente felice (o grato) nella mia vita?”.

Noterai che il tuo focus mentale si concentrerà su tali sensazioni, sviluppando emozioni.

Ognuno di noi ha tutte le risorse di cui ha bisogno, ciò che serve è solo un metodo per tirarle fuori al momento opportuno.

 

Il segreto per essere infelici è avere il tempo di chiedersi se si è felici o no - G.Bernard Shaw Condividi il Tweet

Se pensi di avere un problema, allora ce l’hai!
(detto popolare)

 

In PNL la definizione di problema è intesa in termini di passaggio dallo stato in cui ci si trova, ad uno stato denominato: desiderato.

La definizione esatta di problema quindi, è la differenza tra il dove si è ora (quello che facciamo o di cui abbiamo esperienza) a dove si vorrebbe essere (o dove vorremmo fare esperienza).

 

Se vogliamo essere orientati al successo, se vogliamo raggiungere i nostri obiettivi, è importante sapersi focalizzare su ciò che ci motiva, che ci dia quello sprint in più, che ci faccia attingere a piene mani al nostro potenziale per realizzare ciò che vogliamo.

Se pensiamo alla storia della tartaruga e delle lepre, sconfiggere la lenta tartaruga non era difficile per la lepre, non era cioè un incentivo sufficiente e si illuse (sbagliando) di poterlo fare anche dormendo.

Sarebbe stato diverso se la lepre si fosse prefissa non solo di battere la tartaruga, ma di battere il record del mondo: in questo caso avrebbe attinto a tutto il suo potenziale, corso a tutta velocità dall’inizio alla fine e non avrebbe certo perso la gara.

A questo punto sappiamo che è bene focalizzarci sul nostro obiettivo il più possibile, ma già sento le obiezioni di qualcuno (in aula succede spesso).

Infatti, non è possibile focalizzarsi solo su un’area della nostra vita, altrimenti perdiamo di vista altre aree comunque importanti.

Se ad esempio mi focalizzo solo sul lavoro potrei perdere di vista la famiglia, i miei amici, il mio tempo libero.
Proprio per questo motivo spero tu abbia già letto il mio post sul “Cerchio della vita”. No? - Clicca qui – 

Il cerchio della vita come avrai già letto, è solo uno strumento che ci aiuta a definire la nostra vita, e come strumento non serve a concentrarsi solo su noi, ma deve farci comprendere che ogni azione ha delle conseguenze che investono l’intero sistema in cui viviamo.

 

“Tu devi o modificare i tuoi sogni od aumentare la tua capacità.”  J. Rohn

 

 

logo1Se vuoi approfondire l’argomento, ti aspetto al mio prossimo corso sugli obiettivi 
chiama gratis il numero verde 800 032 882 oppure scrivi a info@formaementis.net

Avrò il piacere di seguirti di persona durante tutto il percorso della durata di 2 giorni (full immersion), per questo ho scelto il numero chiuso, massimo 10 persone.

La rifrequenza è sempre gratuita – Attestato finale

 

 

Per approfondimenti consiglio i seguenti libri:

 

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Contenuto del libro:

Se raggiungere i propri obiettivi sembra impossibile, un traguardo riservato a pochi “eletti” dotati di capacità speciali, questo è il libro giusto per cambiare idea.

Passo dopo passo, l’autore analizza i fattori che spingono le persone ad auto limitarsi: la paura di prendere decisioni, la convinzione – errata – che solo pochi possano ottenere quello che vogliono nella vita, la mancanza di organizzazione per raggiungere le proprie mete.

Con un percorso lineare e progressivo, l’autore spiega le teorie utilizzate nei suoi corsi permigliorare il rapporto con il nostro inconscio ed i reali desideri della nostra mente.

 


 

 

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Comunicare con la PNL

Per avere successo nel lavoro con la PNL e le tecniche di comunicazione non verbale

Oggi si lavora freneticamente: con smart phone, e-mail, ipad e così via. Cresce la tecnologia, ma si riduce la capacità di comunicare! E così facendo si logorano i rapporti tra le persone, che finiscono per odiare il proprio mestiere e i propri colleghi.

Comunicare con la PNL vi insegnerà a comprendere gli altri per comunicare davvero e al meglio. Per avere successo nel vostro lavoro (e non solo).

Se migliora la comunicazione, migliorano le relazioni con gli altri. E se i rapporti con gli altri si sciolgono, si ottengono sia benefici diretti (come riuscire a lavorare meglio e di più, o ottenere aumenti di stipendio), sia benefici indiretti (ad esempio, si potrà godere della compagnia dei colleghi e vivere con più serenità).

Con questo libro:

  • potrete scoprire i sistemi più pratici e utili per capire i vostri colleghi, compresi quelli del sesso opposto;
  • riuscirete a interpretare il linguaggio del corpo e a presentarvi nel modo più corretto ed efficace;
  • imparerete a capire chi avete davanti – italiano o straniero che sia – per evitare gaffe e poter sfruttare meglio la situazione.

3 Comments

  1. buonasera
    dato che io mi interesso di miglioramento personale da tempo ho provato l’esercizio della ricapitolazione di castaneda e mi riesce anche se il lavoro da fare è lungo

    però vorrei capire una cosa
    i toltechi parlano anche di intento gli antichi sciamani toltechi
    ora l’intento è una risolutezza ad agire e non c’è pensiero
    è come il focus mentale della pnl quindi niente di nuovo sotto il sole

    ora io quando gioco al gioco di calcio al pc uso tre focus mentali presi dall’ex allenatore dell’Inter Hector Cuper
    e cioè fortuna silenzio lavoro
    mi riesce a giocare così gioco bene e vinco però mi ruba molta concentrazione
    cioè devo stare molto attento molto concentrato

    ora se mi capita di ricapitolare durante questa fase mi perdo e fallisce il modo di giocare e il gioco mi si rivolta contro
    un tizio su un forum amministratore di un forum tolteco mi ha detto che mentre faccio le cose non devo ricapitolare ma usare l’inflessibilità ovvero l’intento
    altrimenti l’azione fallisce
    come posso padroneggiare bene? Si da anche il caso che per avere un buon focus mentale bisogna anche avere molta inflessibilità e quindi una buona ricapitolazione molto profonda

    un saluto

    • fabio Pandiscia

      14 gennaio 2018 at 22:01

      Gli sciamani credono anche che il mistero della ricapitolazione stia nel gesto di inspirare ed espirare; poiché la respirazione è una funzione indispensabile per mantenersi in vita, ma ricapitolando e respirando profondamente si perde il qui ed ora. Il tuo problema credo sia facilmente risolvibile con esercizi di mindfullness, ottimi risultati si raggiungono anche nelle prime settimane di pratica. In caso fammi sapere :)

  2. mi sbagliavo
    sto proseguendo bene
    sto ricordando respirando e avendo cura degli atti a proposito come insegna victor sanchez nel suo seminario sulla ricapitolazione
    sto andando bene per ora
    grazie comunque
    appena avrò un po’ di potere personale applicherò anche la follia controllata che è quello che usava l’inter di Cuper
    però dicono che per fare la follia controllata bisogna liberare energia dalla ricapitolazione
    la ricapitolazione si basa sempre sul respiro che ancora al presente
    ed è facile

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