Category: menzogne

Body Language Training – Movimenti delle palpebre

Questo articolo fa parte di una piccola rubrica dedicata esclusivamente ai casi pratici sull’analisi del linguaggio del corpo e micro-espressioni facciali, il suo scopo è fare un pò di esercitazioni pratiche.

Questi esercizi fino a poco tempo fa, li condividevo via mail solo con i partecipanti ai miei corsi, per aiutarli a restare “allenati” nel riconoscimento di alcuni segnali non verbali e sul mio blog aziendale formaementis, in un’apposita rubrica.

Siete veramente in tanti a seguire la mia newsletter e ogni giorno si aggiungono altre persone, il minimo che posso fare è continuare a dare contenuti di qualità per mantenere alti gli standard.

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L’abito fa il monaco?

 

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Come diceva Manuel Fantoni nel film Borotalco, “l’abito fa il monaco!”.
Aveva ragione?
Anche se ci spiace ammetterlo, la risposta è sì!

Ci sono montagne di ricerche su questo fatto, e tutte concordano che valutiamo gli altri dalla prima impressione.

Questa cosa può sembrare (e per un certo verso lo è) superficiale, ma immaginate ancora una volta di vivere in una landa desolata e pericolosa, dove le risorse sono scarse e si lotta per ottenerle. Continue reading

Lo scopo della menzogna e il bugiardo patologico

 

Spesso troviamo la bugia al centro di eventi storici importanti come: nelle vicende del cavallo di Troia, nella morte di Socrate che preferisce bere la cicuta piuttosto che mentire, fino a Galileo, Cartesio, oppure in tempi più recenti, ai retroscena del Watergate o il bombardamento di Pearl Harbour, ecc.

Tutti mentiamo prima o poi, è normale, o meglio, è tipicamente istintivo, non è una condizione specifica dell’adolescenza, né un indice particolare di psicopatologia.

È ovvio che i bambini non possiedono le proprietà linguistiche degli adulti, per cui spesso definiamo bugia ciò che per il bambino è una semplice espressione di un’emozione, come ad esempio la paura, di bisogno di rassicurazione o di percezione inesatta della realtà.

Si può parlare di bugia quando si nota l’intenzione, un comportamento cosciente di mentire.

Se nei bambini la capacità di mentire è molto legata ad una prova atta a misurare la reazione degli adulti al suo comportamento, con lo sviluppo tale capacità assume altri significati, perché entrano in gioco altre variabili, come ad esempio: la situazione che si sta vivendo, la persona alla quale è rivolta o lo scopo che si vuole raggiungere.
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[video] Possibile smascherare un bugiardo?

Possiamo in meno di un secondo, capire quale emozione sta provando il nostro interlocutore?
E’ possibile sapere se una persona ci sta mentendo o no?

Sappiamo che chi sta dicendo una bugia si tradirà, con un qualche segnale del corpo. L’inganno si sviluppa non solo attraverso l’atto verbale della menzogna, ma anche attraverso comportamenti tesi ad incidere sulle conoscenze, motivazioni, aspettative dell’interlocutore.

Se vogliamo interpretare questo punto di vista, possiamo dire che l’omissione di informazioni non è tanto una menzogna, quanto un inganno.

La menzogna è un comportamento naturale, e compare molto precocemente nel repertorio comportamentale dell’essere umano, senza che esso sia sottoposto ad uno specifico apprendimento.

Il camuffamento della realtà, è un apprendimento che abbiamo appreso durane la nostra evoluzione, possiamo dire che la menzogna sta all’uomo come il mimetismo agli animali, e se seguiamo il ragionamento di Darwin possiamo affermare che se la menzogna ha resistito fino ad oggi, significa che è funzionale al nostro adattamento.

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Come interpretare i gesti e la comunicazione non verbale

Ormai se segui questo blog da un pò di tempo, sai già che ogni singolo gesto, non significa assolutamente nulla.

I gesti li possiamo dividere in: volontari e involontari. I primi, quelli volontari, sono detti ACQUISITI, in quanto abbiamo imparato a farli guardando gli altri e riproducendo, in modo COSCIENTE, quel che facevano le altre persone.

Esempi del nostro Paese sono il gesto dell’OK oppure le corna, o anche le dita “a becco d’uccello” per chiedere qualcosa.

Questi gesti sono diversi da Paese a Paese e oltretutto sono coscienti, fatti con la precisa volontà di volerli fare e quindi controllabili e molto, molto chiari – quantomeno per chi li esegue.

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Riconoscere le menzogne… al telefono

Negli ultimi articoli sul linguaggio del corpo ci siamo concentrati molto sui gesti, in quanto sono macroscopici e facili da notare, per tutti.
Ma se siete tipi “auditivi” potreste essere molto portati per identificare le menzogne anche da come si parla.

Esistono modi per rivelarlo?
Sì, anche se sono più complessi.

Come premessa diciamo che è molto difficile mantenere lo stesso tono di voce quando si sta mentendo.

La voce e soprattutto le corde vocali si caricano di tensione durante una bugia, e il risultato sarà una variazione di tono.
Se usiamo un microfono sensibile, si scopre che NESSUNO sa mentire in modo perfetto con la voce.C’è sempre qualche segnale che tradisce la tensione, anche se può essere impercettibile all’orecchio umano.

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Body Language Training – Riconoscere il disprezzo

Questo articolo fa parte di una piccola rubrica dedicata esclusivamente ai casi pratici sull’analisi del linguaggio del corpo e micro-espressioni facciali, il suo scopo è fare un pò di esercitazioni pratiche.

Questi esercizi fino a poco tempo fa, li condividevo via mail solo con i partecipanti ai miei corsi, per aiutarli a restare “allenati” nel riconoscimento di alcuni segnali non verbali e sul mio blog aziendale formaementis, in un’apposita rubrica.

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La comunicazione non verbale. Gesti e scarichi di tensione

I gesti che tratteremo derivano dal nostro recentissimo passato (in termini geologici) come animali.

Non siamo nati con un linguaggio ben strutturato e in un mondo il cui rischio peggiore era perdere il bus o stare in un palazzo senza campo per il cellulare.
Ci siamo evoluti in un pianeta piuttosto selvaggio e dove i riflessi e i muscoli contavano molto più del senso dell’umorismo e dell’abilità matematica.

La natura ha fornito i mammiferi dotati di un cervello molto complesso, come i primati (e quindi anche noi umani) di una zona specifica, l’amigdala, che serve proprio a poter reagire in modo più rapido e immediato possibile di fronte a una minaccia sconosciuta.

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Body Language Training – Incongruenze

In questa intervista possiamo notare alcune incongruenze verbali-non verbali, andiamo ad analizzare il breve video che abbiamo riportato in fondo all’articolo.

Al minuto 0:23 – 0:24 quando la giornalista domanda: “lei è un massone?” Monti ha un’alzata di sopracciglia che dimostra un carico di tensione, certamente dovuto al “cercare le parole giuste” per rispondere alla giornalista.

Il fatto di aggrottare le sopracciglia mostra un carico cognitivo, cioè il cervello sta elaborando informazioni, quando parliamo in modo spontaneo questo tipo di sovraccarico non avviene.

Perchè assistiamo a questa elaborazione di informazioni?
Le ragioni potrebbero esser vaste:

  • può essere che Monti stia cercando le parole giuste
  • può essere che sta cercando di rispondere in modo non sincero
  • può esser che sta cercando di “prender tempo” perchè ancora non ha trovato le parole giuste
  • può esser che sta provando un forte stato d’ansia dovuta alla situazione
  • può esser un’indizio di menzogna

Comunque sia, in questa intervista la risposta di Monti è una manovra “evasiva”, perchè in pratica non risponde alla domanda! Continue reading

Body Language Training – Le emozioni della menzogna

Questo articolo fa parte di una piccola rubrica dedicata esclusivamente ai casi pratici sull’analisi del linguaggio del corpo e micro-espressioni facciali, il suo scopo è fare un po’ di esercitazioni pratiche.

Questi esercizi fino a poco tempo fa, li condividevo via mail solo con i partecipanti ai miei corsi, per aiutarli a restare “allenati” nel riconoscimento di alcuni segnali non verbali e sul mio blog aziendale formaementis, in un’apposita rubrica.

Siete veramente in tanti a seguire la mia newsletter e ogni giorno si aggiungono altre persone, il minimo che posso fare è continuare a dare contenuti di qualità per mantenere alti gli standard.

Il riportare alcuni casi tratti “dal vivo”, e non postare solo articoli teorici, a questo punto è la cosa migliore da fare per mostrare cosa può fornire la conoscenza del linguaggio del corpo.

Posteremo ogni tanto alcuni filmati che prenderemo dal web, tratti da trasmissioni televisive o altro materiale che comunque è stato già trasmesso per fare un pò di esercizio su casi reali.

Ci sono ovviamente altri segnali non verbali, ma questo video ha solo lo scopo di voler prendere in esame alcuni di questi.

Il video che andremo ad analizzare riguarda il caso di sarah scazzi, in particolare le emozioni di Sabrina Misseri

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© 2018 FABIO PANDISCIA

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