Category: comunicazione (page 1 of 6)

Dimmi come siedi e ti dirò chi sei

sedutiRepentine variazioni nella prossemica, come l’improvviso avvicinamento o allontanamento dall’interlocutore, possono generare nell’ascoltatore stati di tensione, che si manifestano in tanti modi.

Possiamo infatti trovare questi scarichi di tensione nei pruriti, ad esempio alle arcate sopraccigliari, nella zona maxillo-facciale (vicino al naso), ma anche nella frontale, variazioni di postura o dondolii, accavallamento di gambe e braccia, contrazioni muscolari del volto, frequente deglutizione salivare, sorrisi nervosi, schiarirsi la voce o ridurne il tono.

Talvolta poi si arriva a reazioni più estreme che possono evidenziarsi con rossore/pallore, tachicardia o anche iper-sudorazione e tremore.
Continue reading

Uomini e donne. Due cervelli, una sola specie

Acquista online

Il metodo anticorna

Nel mio libro - Il metodo anticorna - che ho avuto il piacere di scrivere con il mio collega dr Meridda, abbiamo raccolto alcune strategie per comunicare al meglio con il partner per una perfetta intesa di coppia.

Una delle cose che abbiamo sottolineato di frequente in tutto il libro, è dedicata alla grande diversità, non solo biologica, tra uomo e donna.

Una grande differenza ad esempio è nel cervello.
Le dimensioni sono maggiori in quello maschile, e questo per secoli è stata considerata la prova scientifica della superiorità maschile.

Oggi sappiamo che ciò è dovuto alle funzioni “battagliere” e fisiche maschili, ma anche al fatto che il cervello femminile è dell’11% più “concentrato” in termini di neuroni di quello maschile. Continue reading

Cerchi il punto G?

giornaleVuoi essere più persuasivo? Carismatico? Seducente?

Inizia a pensare a come di solito comunichi con gli altri.
Immagina di stare a parlare con un tuo amico che sembra guardarti con attenzione e si dondola ritmicamente su una sedia, come ti senti?

Ascoltato?
Non credo.

L’esser attenti richiede una postura che faciliti il coinvolgimento, un uso corretto del linguaggio del corpo, un buon contatto visivo, un ambiente che distragga il meno possibile.

Molto viene trasmesso dal modo in cui siamo seduti rispetto a chi parla: ad esempio, se ci troviamo faccia a faccia con il nostro interlocutore, daremo l’idea di essere più interessati piuttosto che trovarci a parlare di profilo.

Dimostreremo di essere più attenti se inclinati leggermente in avanti piuttosto che indietro, o se le mani e le braccia saranno aperte, piuttosto che intrecciate sul corpo. Continue reading

Una voce ricca di modulazioni denota una ricca vita interiore

Per enfatizzare una parola o un concetto è utile saper modulare il tono della voce: una voce ricca di modulazioni denota una ricca vita interiore; al contrario, persone che usano prevalentemente un solo tono di voce sono generalmente individui dalla personalità più limitata.

Il tono della voce assume un significato importante nella comunicazione. Prendiamo ad esempio uno studente che vuol chiedere, durante la riunione dei professori, come procede la sua preparazione:

1.Il primo insegnante risponde: “Niente male” (con un tono deluso e sfiduciato)
2.Il secondo risponde: “Niente male” (con un tono incoraggiante, ma non ancora appagato)
3.Il terzo insegnante risponde: “Niente male” (con un tono ottimista e fiducioso)

Sebbene i tre insegnanti utilizzino la stessa espressione linguistica, il ragazzo riceve tre messaggi differenti, a seconda del tono della voce.
Nel primo caso i risultati scolastici sono definiti mediocri, nel secondo quasi sufficienti, nel terzo ottimi. Continue reading

Perché le persone che vanno d’accordo, si comportano in modo simile?

 

Hai mai notato che le persone che vanno d’accordo si comportano in modo simile?

Questo modo d’agire vale per tutte le specie sociali, e in noi esseri umani è certe volte più accentuato.
Pensa ai gruppi di amici, se li osservi vedrai che camminano a una velocità simile, e spesso anche in modo simile.

Assumono lo stesso ritmo, lo stesso linguaggio del corpo, a volte anche gli stessi abiti.

Per esempio i gruppi di giovani come i dark o i punk.
Negli anni ’80 la “divisa” diventava la carta d’identità, per cui si trovavano gruppi di metallari, paninari, skinhead e altre mode del genere.
Oltre alla “divisa”, anche il linguaggio e il modo di comportarsi era simile.

Quando qualcuno si comporta come noi, ci sentiamo simili a lui, e lo troviamo simpatico “a pelle”.
Questo perché, essendo animali sociali, ci basiamo per primo sull’aspetto e il modo di agire dell’altro per considerare le nostre reazioni.

Continue reading

Primo appuntamento. 5 consigli pratici

Il primo appuntamento inutile negarlo, spaventa sempre e non solo se si è nell’età dell’adolescenza.

Le fantasie che aleggiano nella mente e le aspettative, creano facilmente imbarazzo e senso di inadeguatezza.

Come sbloccare questa forma mentis negativa?

Ecco alcuni consigli che possono aiutare in questi momenti:

Continue reading

Linguaggio del corpo e venditori

E’ andata in onda proprio qualche giorno fa, la mia intervista sul linguaggio del corpo e venditori sulla web radio dedicata proprio agli agenti di commercio.

Qui sotto riporto il file audio per chi si è perso la puntata.

Puntata del 15.07.2019 – IL PORTAFOGLIO

Il titolo della puntata era: Vorresti essere nella testa del tuo cliente?

In pratica: Vorresti capire al volo come indirizzare meglio quello che stai proponendo per portare a termine la trattativa il più velocemente possibile?

Quanto potrebbe essere tutto più facile se fossimo in grado di leggere tutti i segnali dei nostri clienti…

Continue reading

Lezione 8 – il bugiardo

Siamo arrivati all’ultima lezione gratuita sul linguaggio del corpo.

E’ stato un bel progetto perchè ci avete inondato di complimenti, sopratutto sui social e in particolare su telegram.

L’argomento che abbiamo lasciato alla fine è proprio quello che ci avete chiesto maggiormente: il bugiatdo, allora iniziamo subito!!!

Tutti mentiamo, ma mentire a differenza di quanto alcuni credono, è un processo difficilissimo, infatti i fattori che bisogna tenere sotto controllo sono numerosi, proprio per questo chi dice una bugia non riesce a controllare ogni aspetto del suo comportamento.

Possiamo controllare solo un singolo canale comunicativo alla volta e quale scegliamo? Ovvio, il verbale.

Ma cosi facendo, tralasciamo il restante “Linguaggio del corpo”.

Gli studi caratterizzati dall’attenzione rivolta al solo contenuto verbale hanno messo in luce che il bugiardo utilizza un linguaggio con un ridotto numero di asserzione ai fatti, inoltre le dichiarazioni false risultano più brevi di quelle vere e con minor riferimento alle esperienze personali: le menzogne fanno pochi riferimenti a persone, luoghi o eventi, mentre si servono moltissimo di termini generici come tutti, ogni volta, nessuno, mai, ecc.

Continue reading

LEZIONE 7: Scarichi di tensione

Abbiamo trattato nelle lezioni precedenti i segnali di gradimento e di rifiuto, e come avrai già intuito, sia i primi che i secondi, sono semplicemente degli scarichi di tensione dovuti alla situazione, alla persona che abbiamo davanti, all’argomento trattato ecc.

In pratica tutti i gesti che andiamo ad individuare nel nostro interlocutore, sono degli scarichi di tensione, sta a noi caricare energeticamente quel gesto, cioè insistere su quell’argomento per veder poi trasformare quella tensione in un segnale di gradimento (che ci indica il fatto che stiamo procedendo bene all’interno della comunicazione) o in un segnale di rifiuto (stiamo andando male, quindi bisogna calibrare al meglio la nostra comuncazione).

Gli scarichi di tensioni sono tanti, tantissimi, durante il nostro corso sul linguaggio del corpo li tratteremo tutti, qui lasciamo qualche indizio che potrà sicuramente essere utile nella vita di tutti i giorni.

Continue reading

LEZIONE 6: La prima impressione e la stretta di mano

 

Quando conosciamo qualcuno, ci facciamo un’idea su che tipo sia, in genere, questa prima impressione si mostra molto tenace alle disconferme.

Possiamo quindi dire che una nostra immagine inizia ad aleggiare nella mente del nostro interlocutore ancor prima che parliamo, perché, anche se inconsapevolmente, una prima impressione positiva o negativa ci ha già presentati.

Spesso siamo noi stessi che ci diamo dei limiti.

Quante volte non riusciamo a fare le cose semplicemente perché immaginiamo di non farcela?

Magari ancora prima di provare, molto spesso per paura di sbagliare e più abbiamo paura di sbagliare, più è facile che questo avvenga.

Tutto questo si verifica perché al nostro cervello non piace contraddirsi o ritrattare una realtà ormai assodata, piuttosto gli piace sentirsi dire: “lo sapevo, è come dicevo io” e ancora una volta si avvera la profezia che conferma di nuovo le nostre sensazioni iniziali.

Si mette in moto un circolo vizioso che poi diventa difficile da spezzare.

Continue reading

Older posts

© 2019 FABIO PANDISCIA

×
invia un messaggio