Blue Whale – L’antidoto esiste… è nella nostra mente

Premetto che almeno per me, è stata una notizia shock l’aver appreso dell’esistenza di questo virus chiamato Blue whale, e vista la diffusione incredibile che c’è stata in rete, dopo il servizio delle iene (#bluewhale tra le prime 10 posizione su twitter) ho notato che non sono stato il solo ad esser rimasto senza parole.

Ho voluto approfondire l’argomento cercando in rete qualcosa che mi aiutasse a capire il perchè di questo fenomeno e ho trovato del materiale che mi ha fatto riflettere.download (1)

Come laureato in psicologia, esperto di comunicazione non verbale ed emotiva, ho trovato il fenomeno ben preparato a tavolino, e se posso, vorrei lasciare un piccolo aiuto per capire meglio la cosa, ma sopratutto, classificarla come dovrebbe essere.

Se siete stati attenti, avrete notato che non sto usando la parola gioco, e ne spiegherò a breve il motivo.

Cercherò di spiegare con parole semplici il tutto, perchè questo possa esser di aiuto a tanti ragazzi o genitori che cercano risposte in merito a questo complesso problema.

Il fenomeno Blue Whale (che andremo a denominare da ora in poi con la sigla BW) sembra complesso e articolato, sembra non esser spiegabile razionalmente, ma solo in apparenza. In realtà è un fenomeno semplice e come tutte le cose semplici, funziona e potrebbe trovare facile diffusione se non sappiamo arginarlo.

Iniziamo con il capire perchè la BW è nata!

E’ nata, come dice il suo ideatore Philipp Budeikin (reo confesso ed ex studente di psicologia) per uccidere adolescenti che secondo lui non meritavano di vivere.

Si legge infatti dal suo interrogatorio:
«Ci sono le persone e gli scarti biologici. Io selezionavo gli scarti biologici, quelli più facilmente manipolabili, che avrebbero fatto solo danni a loro stessi e alla società. Li ho spinti al suicidio per purificare la nostra società»

Questa mentalità onnipotente, da sola dovrebbe già far capire che non esiste nessun segreto da scoprire e sopratutto, nessun gioco da giocare. Sono solo manipolazioni fatte da malati mentali, che si credono cosi onnipotenti da far fare agli adolescenti ciò che vogliono e quando ci riescono, sono contenti di aver fatto morire delle persone.

Lo scopo di chi ha creato questo fenomeno è UCCIDERE bambini/ragazzi, è stato studiato appositamente per questo.

Non serve neanche portare a termine le regole per morire, SI PUO’ MORIRE ANCHE PRIMA, è facile infatti che durante le cosiddette “prove” (salire su una gru o un palazzo alto verso le 4 o 5 del mattino, restarci con le gambe a penzoloni, oppure girare tra i binari ferroviari) capiti qualche incidente mortale. Cosi come potrebbe capitare tagliandosi per sbaglio qualche vena.

Tutto questo non importa a chi ha creato questo fenomeno, perchè avrebbe comunque raggiunto il suo scopo: FARE DEL MALE AGLI ADOLESCENTI.

Vi offro con questo post una chiave di lettura diversa, che potrebbe esser usata anche come antidoto al fenomeno stesso.

1° antidoto: Chiamiamo le cose con il loro giusto nome

Se qualcuno ti dicesse: “NON immaginare il Colosseo”,  oppure: “NON immaginare un gatto che fa le fusa”, ecco che il tuo cervello immediatamente si mette all’opera per creare queste immagini. Ogni immagine evoca delle emozioni, e la comunicazione è inconsciamente influenzata da questi fattori. Sembrano fattori senza importanza, ma credetemi, hanno un potere ipnotico molto forte.

Molte delle tecniche ipnotiche di Milton Erickson si basano proprio sull’uso di metafore, immagini,  e dell’avverbio – NON - per evocare stati d’animo alterati di coscienza.

downloadSe parliamo di GIOCO, la nostra mente viene influenzata da repertori di immagini propri del gioco, è una parola familiare per l’infanzia e l’adolescenza. La parola GIOCO è accettata dalla mente perchè ha una valenza positiva.

Dire di NON fare, sopratutto ad un adolescente, difficilmente fa ottenere risultati. Torniamo quindi alla nostra BW.

Prima cosa da fare, eliminare le valenze positive delle parole e chiamarle con il loro giusto nome: NON E’ UN GIOCO, ma un virus mentale, costrizione e manipolazione mentale.

  • Se facciamo la domanda a 100 persone: Vuoi provare un gioco nuovo? Qualcuno dira di si o risponderà incuriosito.
  • Se facciamo la domanda a 100 persone: Vuoi provare un virus mentale che ti manipola e alla fine ti uccide? Quante persone diranno di si o risponderanno incuriosite?

Immagina questo fenomeno BW come fosse un albero che tante radici, vuoi farlo morire? Inizia a tagliare le radici. Il trovare il nome giusto è una di queste radici, ma non basta tagliarne una, le altre radici si chiamano: sfida, compito segreto, triade, ecc. Analizziamole tutte.

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2° antidoto: Non esiste nessuna sfida

Parlare di sfida è una cosa che spesso eccita l’adolescente, quasi tutti prima o poi,  si lasciano andare a qualche forma di sfida verso la società o i genitori stessi, o verso una trasgressione: fumano marijuana, sono promiscui (più per numero di partner che di rapporti sessuali completi), dicono bugie e sfidano le regole, ecc..

Nella BW più volte leggiamo la parola sfida o la frase “50 sfide per 50 giorni”. Sono parole che possono attrarre, ma analizzate meglio, non contengono nessuna sfida, solo parole sterili, senza senso. Basta ragionarci su un attimo per capire che sono state messe li apposta per attirare la curiosità di un adolescente.

Come dice Moretti nel suo film “LE PAROLE SONO IMPORTANTI”.

 

 

3° Antidoto: Non c’è nulla da completare

Informandomi meglio sulla BW mi è balzato all’occhio un particolare: I livelli. download

Sembra che il creatore abbia progettato la cosa come un videogioco, per renderla ancora più compatibile con la vita dei ragazzi: “Completa un livello e passa al successivo”. Non solo, oltre ad esser parole molto usate nel mondo dei videogiochi, sono anche molto appropriate per l’eta che vivono i ragazzi, vediamo perchè.

Un adolescente può perdere il controllo per cause veramente banali, il suo comportamento oscilla tra il richiedere ai genitori più fermezza/sicurezza e al tempo stesso indipendenza.

I genitori devono riaffermare il loro ruolo di responsabili della famiglia, a cui spetta stabilire i limiti e, se necessario, quando un problema sembra insolubile,  devono ricorrere a un aiuto esterno.

Gli adolescenti sono alle prese con tante trasformazioni, che, dal punto di vista della vita quotidiana, vanno a sovrapporsi al passaggio dalla scuola media alla scuola superiore, l’adolescente fatica a “riconoscersi”: ha nuovi pensieri e nuove emozioni fino ad allora sconosciute, si guarda allo specchio e si trova diverso.

C’è confuSione, una vera e propria “crisi d’identità” che porta all’abbandono delle identificazioni passate ed alla progressiva costruzione di un’identità sessuale e personale adulta. E’ l’abbandono di un livello per il passare ad un livello successivo, se leggiamo la BW in questo modo, si integra perfettamente nella vita di un adolescente che cerca di portare un pò di ordine al suo “caos” interno.

Basta cambiare la chiave di lettura e come abbiamo visto, le parole assumono tutt’altro significato. Bisogna capire che c’è nulla da completare, perchè non c’è bisogno di iniziare nulla.

 

4° Antidoto: Apriti al mondo e parla con più gente possibile

Una delle caratteristiche che desta preoccupazione in un adolescente, è la forte attrazione che si ha verso una mentalità di gruppo che va fuori dalle regole, trasgressiva.

In questo caso il desiderio di appartenenza e sicurezza, spinge a cercare nel gruppo dei pari una propria identità, un posto, una propria importanza.

Lo troviamo anche nella BW, quando viene chiesto all’adolescente di non parlare con nessuno, solo con il suo curatore o con gli altri partecipanti a questo delirio, via skype. Cosi da lasciare la mente sempre focalizzata su ciò che sta facendo, non lasciando più alternative o scelte.

Senza questo livello la BW perderebbe tanta efficacia.

In questo modo rafforzando il senso di appartenenza esclusiva ad un gruppo “speciale”, che a sua volta rappresenta un rifugio per quei ragazzi che sentono di non avere un proprio posto o che sentono che in famiglia manca ciò di cui hanno bisogno.

Questa “regola” della BW serve a dare la stretta di vite finale alla libertà dell’adolescente.

L’autolesionismo, l’isolamento dalla società e famiglia, la depressione, esordiscono in età adolescenziale, non è difficile capire perchè la BW può aprirsi facilmente un varco tra le persone di questa età.

 

5° Antidoto: Non esistono segreti

Non è un caso che tra le regole troviamo la frase “compito segreto”.  Un adulto difficilmente è incuriosito da una frase del genere, ma per un adolescente è diverso. Non è un caso che proprio in questa età di parla di diario segreto, segreti tra amici, ecc.

Il diario adolescenziale, ad esempio, costituisce un appuntamento con sé, un incontro programmato con la propria intimità.images (2)

Spesso, sigillato da un lucchetto più simbolico che reale, serve all’adolescente per rivolgersi a se stesso, nell’intento di scandagliare le parti in ombra della sua personalità e di fissare le ambivalenze e le intermittenze dei sentimenti.

Nella BW la frase “compito segreto” si incastona perfettamente nella vita di un adolescente, lo rappresenta, ed è stata scelta apposta per attirare la sua attenzione. In realtà, ma non c’è nessun segreto da tenere o da scoprire, è solo un bluff della mente.

 

6° Antidoto: evita la triade negativa (Fisiologia, focus e linguaggio)

Questa tecnica è sempre usata da coach, psicologi, formatori, per aiutare le persone ad uscire da stati mentali negativi, circoli viziosi, cambiare in positivo alcuni comportamenti e superare alcune paure. Nella BW è usata al contrario, cioè aiuta a far soffrire le persone.

Vediamo la triade come funziona nel dettaglio images (1)

Fisiologia

Il corpo e mente sono collegati, possiamo utilizzare il nostro corpo per influenzare positivamente i nostri pensieri.

Con fisiologia intendiamo il modo di camminare, muoversi e tutto ciò che dipende dal corpo.

Prova con tutta la convinzione possibile ad essere allegro mentre sei abbacchiato, con gli occhi bassi, le spalle strette, sospirando e con la testa china… prova.

Assumi questa postura, tieni il viso corrucciato e triste, con la bocca imbronciata e l’espressione cupa… e cerca di avere pensieri felici e motivanti, SENZA CAMBIARE POSIZIONE.
È difficile?
Certo che sì!
Il nostro corpo rispecchia ciò che pensiamo, e senza cambiare la postura SA che deve pensare cose negative, in questo modo.
Ora, prova contrario: sorridi, assumi l’espressione felice, stai con la schiena ben dritta, sguardo rivolto verso l’alto, spalle ben aperte, e prova a pensare cose tristi. E’ diverso? Ovvio.

SE ASSUMIAMO LA POSIZIONE GIUSTA, IL NOSTRO ATTEGGIAMENTO SI MODIFICHERA’ DI CONSEGUENZA!

Focus

Ciò su cui ci focalizziamo, diventa la nostra realtà. Se mi focalizzo su un particolare, perdo di vista l’insieme.

Noi abbiamo la possibilità di dirigere il nostro focus e se abbiamo questo potere, allora sarà meglio concentralo su ciò che vogliamo ottenere, sui risultati che vogliamo raggiungere. Le parole sono importanti, è quindi opportuno esser accorti quando comunichiamo con noi stessi.

Quando siamo stanchi, siamo meno disposti ad accogliere nuove immagini nella nostra mente, ovvero ad imparare cose nuove. L’atteggiamento mentale determina il nostro comportamento e le domande che ci poniamo dirigono il nostro focus.

Allora capiamo bene perchè tra le regole della BW c’è l’alzarsi all’alba e da subito ascoltare la musica e vedere video che il proprio curatore invia. Serve a focalizzare subito la mente sull’obiettivo di autodistruggersi.

La cosa è stata ben studiata a tavolino, non si vogliono in questo modo lasciar spazi alla mente per riprendersi, per alzarsi di buon umore e cercare di dare una svolta in positivo alla propria vita.

 

Stai attento ai tuoi pensieri, perchè diventano parole. 
Stai attento alle tue parole, perchè diventano abitudini.  
Stai attento alle tue abitudini, perchè diventano carattere.  
Stai attento al tuo carattere, perchè diventa il tuo destino.  

(Frank Outlaw)

 

 

Linguaggio

le parole che utilizziamo per descrivere un’esperienza, diventano la nostra esperienza stessa. Ogni parola porta con sé una carica emozionale; utilizzare parole che descrivono la stessa esperienza, con carica emozionale inferiore o maggiore a seconda della necessità, può cambiare la nostra giornata.

Nella BW questa occasione è perduta, non si può cambaire la propria giornata in positivo perchè ogni giornata è carica di rituali negativi che fanno restar concentrati sul macabro obiettivo.

I tagli che l’adolescente si autoinfligge sul corpo lo portano ad assumere una fisiologica negativa, di certo non lo fanno star bene, in salute, di conseguenza la fisiologia è minata alla base, e il focus mentale è sempre proiettato sulla morte e pensieri negativi, per essere certi che il piano diabolico funzioni, questi delinquenti operano anche attraverso il linguaggio.

Non è un caso che fanno parlare l’adolescente con un personaggio immaginario come la balena o con altri adolescenti che vogliono autolesionarsi come lui, se serve, anche via skype.

 

Tecniche aggiuntive

Oltre a queste tecniche l’ideatore (o gli ideatori) di questo disegno diabolico ne hanno aggiunto altre, per assicurarsi di centrare l’obiettivo di assassinare le loro vittime.

Studiando PNL mi sono accorto che una delle tante tecniche per raggiungere obiettivi è metterle per iscritto. Nella BW non manca neanche questo.

E’ richiesto di identificarsi con una balena, si ritiene infatti che uno dei motivi possa essere riferibile al fenomeno dello spiaggiamento dei cetacei che compiono un gesto intenzionale assimilabile al suicidio. Gli adolescenti vittime della BW quindi, come le balene, devono uccidersi. Per farglielo ricordare, usano il disegno.

 

Tutor e testimoni

Altra cosa è essere in contatto con una persona che si definisce “curatore”, che in questo caso diventa il testimone dell’obiettivo. Anche qui non è un caso, nella tecnica per raggiungere gli obiettivi i testimoni sono importanti.

Immaginiamo di voler raggiungere un obiettivo, se lo pmettiamo per iscritto e non lo diciamo a nessuno, probabilmente potremmo fallire, ma ci sono più probabilità di riuscita se lo mettiamo per iscritto, e informiamo i nostri amici del proposito. In tal caso se non lo dovessimo raggiungere ci sentiremmo molto a disagio nell’incontrare quel nostro amico/a che avevamo informato.

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Ho descritto in tanti post la mia tecnica sul raggiungimento obiettivi chiamata MADE, dalla quale è nato anche un libro - clicca qui –  e anche li descrivo l’importanza di avere dei testimoni nel nostro viaggio verso ul raggiungimento di un obiettivo.

Il curatore, i compagni di disavventura dell’adolescente, sono i suoi testimoni, sente come in qualche modo non deve deluderli.

Il curatore in particolare, con il quale l’adolescente è in contatto costante, ricopre la figura genitoriale mancante, è un segnale forte se abbiamo a che fare con adolescenti che hanno figure genitoriali assenti.

Per gli adolescenti il gruppo dei pari fornisce un grande sostegno alla crescita, ma nei momenti di crisi, di mobilitazione delle proprie energie affettive, nello sforzo di raggiungere obiettivi, l’adolescente haanche necessità di un incontro privilegiato con un adulto che sappia comprenderlo, supportarlo, aiutarlo ad acquisire capacità personali di superamento dei problemi e di gestione dei cambiamenti.

La figura del “curatore” è proprio questa, esser una specie di tutor che dia la possibilità all’adolescente di sentirsi accolto e capito per quello che è, e fornire supportoai suoi sforzi.

 

In finale

Che si tratti di perversioni, emulazioni di videogiochi, piani preparati a tavolino da un malato mentale,  la sostanza non cambia.

L’influenza dei mezzi di comunicazione, sopratutto i social, incide tanto, troppo sulla vita delle persone, in particolar modo su quella dei più giovani.

Ancor più preoccupante è il fatto che sia proprio la nuova generazione ad essere soggiogata da questo tipo di atteggiamenti, evidenziando una sempre maggiore avversione alla vita e una maggior propensione  verso idee sbagliate, personaggi estranei, ma cosa ancor più grave: nascosti  dietro uno schermo.

Fa sicuramente riflettere il dato che, come spesso emerge dalle testimonianze dei giovani coinvolti in questo tipo di bravate, il motivo altro non sia che la noia.

Qeusta noia va interpretata, perchè non è soltanto la monotonia o la mancanza di distrazioni, essere annoiati spesso significa sentirsi tristi, incompleti, senza meta, infelici e sfiduciati

La BW è un percorso di avvilimento esistenziale, mascherato da sfida ma, in realtà, un invito a credere all’inutilità della vita. Se per Leopardi “la noia è in qualche modo il più sublime dei sentimenti umani”, oggi la noia può diventare un piccolo disagio dal quale fatichiamo a capire come uscirne. La noia può diventare così il “più grande nemico da combattere”.

La BW è un virus della mente, e solo nella mente c’è il suo antidoto.

Spero di esser stato di aiuto!

 

Fabio Pandiscia

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fabio Pandiscia

Dott. in Psicologia,Autore di vari libri sul linguaggio del corpo e PNL, Master Trainer PNL, Codificatore FACS, METT Advanced, Mix2, affiliato Humintell in Italia.
Fondatore di Formae Mentis Group
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6 Comments

  1. Eccellente analisi, molto interessante, complimenti!

  2. Grazie per gli spunti di riflessione. Mi chiedo in linea generale se faccia bene o no parlarne, nel senso che parlandone se ne diffonde l’esistenza. Stesso problema, ad esempio, per i cosiddetti femminicidi: dal mio punto di vista è nocivo darne notizia, perché menti malate possono essere portate all’emulazione

    • fabio Pandiscia

      23 maggio 2017 at 21:15

      Ciao Giorgio, me lo sono chiesto anche io, l’importante è come se ne parla. Che tipo di parole usare e quali emozioni cercare di trasmettere con un articolo.Se si sbaglia questo, si rischia quello che dicevi tu riguardo l’emulazione. Spero di non aver commesso questo errore

  3. Veramente interessante, complimenti Dottore è un articolo da leggere che ho condiviso su tre social e su un network, grazie mille per gli spunti di riflessione.

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© 2017 FABIO PANDISCIA

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