shiny-brain-1150907Il nostro sistema mentale è organizzato in modo molto efficiente.

Talvolta troppo, tanto che finiamo per avere problemi di “flessibilità” a capire gli altri.

Infatti, quando la “realtà” finisce per essere incasellata in precisi spazi, ogni cosa diventa ristretta e unica.
Il vantaggio di avere delle categorie mentali, quindi, finisce per essere controproducente.

Un esempio molto utile di tutto ciò sta nei cosiddetti metaprogrammi.

Sapevi che il tuo cervello funziona per programmi precisi?
Proprio così, è come un computer – anche se molto più complesso di qualsiasi macchinario costruito dagli esseri umani – e il software ne decide le capacità.

I metaprogrammi sono i sistemi “di base” con le quali prendi le tue decisioni.
Esatto, hai dei programmi di tipo binario, ovvero a scelta doppia, con la quale decidi ogni cosa.

[bctt tweet=”Il viaggio non soltanto allarga la mente: le dà forma – Bruce Chatwin”]

Il bello è che tutti noi li abbiamo, e reputiamo amici chi ha i metaprogrammi più coincidenti con i nostri.
Ognuno di questi è a doppia scelta, abbiamo detto, il che vuol dire che, di fronte a una possibilità, puoi scegliere solo una delle due, non entrambe né una terza.

Li usiamo sempre, anche se, è ovvio, in certi momenti possiamo anche andar contro di essi, per esempio quando la scelta è di poco conto, o quando vogliamo fare qualcosa che va fuori della nostra area di comfort.

Conoscendoli, puoi capire molto di più gli altri, e posizionarti in modo più utile per convincerli di qualcosa o per creare rapport.

Ricorda che i metaprogrammi variano con l’età e l’esperienza, quindi un ragazzo che utilizza un tipo di scelte, da adulto potrebbe prendere decisioni contrarie al programma che usava prima.

 

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[bctt tweet=”La mente umana è come un paracadute: funziona solo quando è aperta – Thomas Dewar”]

Ecco la lista dei principali

VERSO – VIA DA

Questo programma definisce la base del comportamento, è il più importante di tutti.
La molla più potente che abbiamo è quella che ci spinge verso il piacere o via dal dolore.

In alcuni casi sarà più forte una, in certi casi l’altra.

A seconda di come agisci, per te è più importante evitare il dolore, o la ricerca del piacere.
Quando scegli qualcosa, lo fai perché ti piace o perché ha altri valori importanti? Facciamo un esempio concreto.

Come hai scelto la macchina che guidi?
Se l’hai scelta perché è bella, veloce, ha degli altoparlanti potenti, hai usato il programma VERSO.
Ti sei cioè diretto in direzione, verso qualcosa, cioè il piacere.

Quello che ti ha motivato è la linea e la forma, il colore, la comodità e lo spazio degli interni.
Quando l’hai scelta magari hai pensato a quanto sarà bello e piacevole averla, e hai fatto appello alle tue emozioni positive.
Se invece l’hai scelta perché è economica, consuma poco, è sicura, hai usato il programma VIA DA.

Ti sei allontanato via da qualcosa, lontano dal dolore.

Quel che ha deciso nel tuo cervello è l’evitare di ucciderti in caso d’incidente, il poter risparmiare soldi, il voler inquinare meno per vivere in un mondo meno malato.

Quando l’hai scelta hai pensato che nel suo interno potevi stare sicuro dai pericoli esterni, e hai fatto leva sull’evitare le emozioni negative date da un incidente, dallo spendere troppo o dall’ammalarti per le esalazioni del motore.

Tutti noi usiamo questo metaprogramma, tu quale verso scegli più spesso?
Conosci qualcuno che al contrario usa una leva diversa?

 

UGUAGLIANTE – DISUGUAGLIANTE

Ecco un altro programma molto usato, che decide il tuo modo di relazionarti agli altri.

Il primo tipo è molto più apprezzato dagli amici, il secondo è molto richiesto nel mondo del lavoro.

Quando stai in un gruppo, sei in genere d’accordo con le idee degli altri?

Tendi a trovare punti in comune con chi non conosci?
Apprezzi chi è diverso perché trovi tanti interessi simili?
Sei un uguagliante.

Chi fa questa scelta è molto bravo a costruire rapport, e sa farsi voler bene perché trova sempre un modo per far pace. In genere tutti vogliamo avere amici così!
Se invece tendi a trovare le differenze, a mettere in evidenza le cose che non vanno, a cercare le cose dissimili tra te e gli altri, sei un disuguagliante.

Certo è più faticoso avere un amico così, sempre a contestare o a trovare il pelo nell’uovo, che sembra non gli vada mai bene nulla.

Ma è anche chi riesce, proprio per questo, a capire cosa non va in un rapporto, e in un team di lavoro la sua presenza è del tutto necessaria.

È molto facile andare d’accordo, ma così facendo si finisce per non notare dove stanno i problemi.

Mentre un uguagliante può ritenere normale presentarsi a un nuovo cliente in un modo simpatico e cordiale, un disuguagliante può accorgersi che magari è una persona molto riservata, e che è bene usare un approccio diverso.

Per esempio, per un uguagliante la lingua spagnola è molto simile all’italiano, in quanto le radici delle parole, il suono, i tempi verbali e le coniugazioni sono le stesse.
Per un disuguagliante le due lingue sono diversissime, perché molte parole sono simili ma con significato diverso, le parole non sono comunque le stesse e i modi di dire sono a volte del tutto opposti.

Tu come ti comporti di solito? Vai d’accordo con gli altri o tendi a notare le cose che non vanno?

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COSTO ASSOLUTO – COSTO RELATIVO

Il primo programma è quello di chi ritiene più importante il risparmio rispetto al prezzo.

Per chi segue questo metodo, un’auto che costa 30.000 € è troppo costosa, non importa che si tratti di una Ferrari o meno.

Sono persone più oculate e attente alle spese, e talvolta questo sistema gli è stato imposto dall’educazione dei genitori.

Il secondo, è quello di chi invece inserisce il tutto in termini relativi. 10.000.000 di € non sono poi tanti se si tratta di comprare un aeroplano. Sono troppi se si tratta di un panino.

Chi segue il costo relativo è più interessato alla qualità del prodotto, alla sua durata ed efficienza, e segue il principio “chi più spende meno spende”.

Qual è il tuo?
Conosci qualcuno che segue un principio opposto?

Magari hai amici che comprano tutto nei discount perché ritengono assurdo spendere troppi soldi per mangiare, e altri che comprano tutto dal biologico, spendendo 4 volte di più ma ottenendo una qualità molto maggiore.

Quale schema ti calza meglio?

 

GENERALE – PARTICOLARE

Chi ha il metaprogramma generale tende a osservare il quadro generale delle cose.

Non è molto interessato ai dettagli di cronaca, perché si tratta di cose momentanee, mentre a lui importa dell’assoluto, del mondo globalizzato.

Il suo opposto, il particolare, cerca sempre di concentrarsi sui minimi dettagli, gli interessa più del singolo albero che della foresta intera, magari è molto occupato a seguire la cronaca del suo quartiere invece che quella del pianeta.

Il sistema generale permette di meglio comprendere la natura umana nella sua interezza, e di solito si adatta bene a filosofi, pensatori e studiosi.
Il particolare al contrario riesce a cogliere più in fretta i dettagli, e a “sentire il polso” della situazione momento per momento.

È quello più diffuso e riguarda chiunque si interessa dei fatti di cronaca, specie se riguardanti il proprio vicinato.
Quale sistema preferisci? Conosci persone che seguono un sistema opposto al tuo?

 

[bctt tweet=”Nulla è piccolo per una grande mente  Arthur Conan Doyle”]

 

REFERENTE INTERNO – REFERENTE ESTERNO

Il referente è colui che suggerisce.
Chi ha un forte referente interno tende a seguire la propria strada, senza interessarsi molto di quel che gli altri ne pensano.

Può essere una persona giudicata originale o egoista, ma in realtà ha solo fatto più attenzione a sé stessa che agli altri.
Chi ha un referente esterno si fida più del giudizio altrui che del proprio.

Farà in modo di seguire le regole, vestirsi alla moda o comunque in ordine, facendo quel che “il gruppo” ritiene più giusto, che si tratti dei genitori, della città, della religione, del Paese.

Tutti seguiamo entrambi, ma qual è il più forte in te?

Sei una persona osservante delle regole, che mai andrebbe in giro con un vestito che gli altri giudicano ridicolo, o al contrario ti vesti come ti pare perché a te piace, anche se i tuoi amici ti ritengono assurdo?

Chi conosci con un referente contrario al tuo?

 

ASSOCIATO – DISSOCIATO

Chi è “associato” ricorda sé stesso in prima persona.

Quando pensa a ciò che ha fatto, a un suo ricordo, vede le cose come se ci fosse immerso.
Chi è “dissociato” invece pensa a sé stesso in terza persona.

È come se si vedesse dal di fuori, quando immagina di fare qualcosa o ricorda un evento.
Quando pensi a te a scuola, da bambino, che ricordi hai?

Ti vedi dietro un banco nella classe, o vedi gli altri bambini come se fossi uno di loro?

E quando pensi di fare qualcosa di nuovo, come lanciarti con il paracadute o fare il presidente della repubblica, come ti vedi?
Da “fuori”, immaginando come saresti, o “da dentro”, pensando a come sarebbe fare qualcosa del genere?

N.B.: quando qualcosa è molto dolorosa o molto piacevole, quasi sempre il ricordo è associato.

Questo perché, come abbiamo detto prima, il cervello e la memoria fanno in modo di fissare ben bene le fonti di piacere e di dolore.

 

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IN TEMPO – ATTRAVERSO IL TEMPO

Anche questo metaprogramma è molto importante, perché deriva quasi sempre dalla cultura di riferimento.
In Europa si tende a preferire il primo tipo, mentre in altri Paesi è più diffuso il secondo.
Chi è “in tempo” vede le scadenze e i termini come esterni ad esso, come su una linea.

Se dovesse pensare a quando sono accadute le cose le immagina in un punto preciso del passato, ben evidente.
Così ha anche ben presente dove si trova il futuro, in che direzione è.
Si tratta di persone puntuali, con scadenze registrate, che usa un’agenda per ricordarsi gli impegni del giorno.

Chi è “attraverso il tempo” non ha un’idea così dettagliata del tempo.
È come se fosse immerso nel flusso del tempo, quindi non concepisce l’idea di ritardo e di puntualità come se fossero un crimine o un impegno improrogabile.

N.B: questo metaprogramma è molto diffuso nei Paesi mediorientali e africani, dove il tempo non è visto come in Europa. Tienine conto!

Qual è il tuo schema?
Sei pressato dagli impegni, sempre di fretta per arrivare puntuale?
Oppure, anche se arrivi un po’ più tardi pensi che non è poi la fine del mondo?
Controlli sempre l’orologio, o non ne hai uno?
Conosci qualcuno con un metaprogramma opposto al tuo?

 

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